BUSTO ARSIZIO – Il San Giovanni Bosco di Busto Arsizio ospita oggi, venerdì 9 febbraio, una serata dedicata al grande scrittore Piero Chiara. Ad andare in scena alle 21 sarà infatti la trasposizione teatrale di uno dei suoi capolavori, il romanzo “La spartizione”, per opera di Teatro In Mostra, compagnia che ha contribuito con ben cinque spettacoli alla stagione 2023/24 della sala.
La trama
Protagoniste della commedia sono le tre sorelle Tettamanzi: Tarsilla, Fortunata e Camilla, vissute nel piccolo mondo di un paese (Luino), all’ombra di un padre padrone (Mansueto di nome ma non di fatto) e del prevosto, tutte casa e chiesa e piene dei timori e dei pudori di chi il mondo lo guarda da lontano. Tempo e muffa hanno steso su di loro una coltre di perbenismo claustrale e bigotto.
Ma dopo tanti anni di vita uguale, anche la novità può diventare una forma di felicità, per quanto ambigua ed egoista, e può diventarlo nonostante ogni compromesso. In questo caso la novità si chiama Emerenziano Paronzini, un uomo mediocre e di magro sentire, un grigio burocrate armato però di uno scopo preciso: “Una sistemazione coniugale nella quale l’amore non avrebbe dovuto entrare neppure per caso”.
L’arrivo di Paronzini dà il la a un teatrino di vizi privati e pubbliche virtù, dove casa Tettamanzi è il palco e Luino la platea: nei piccoli centri, si sa, le voci corrono. Alla fine la scelta cadrà sulla non più giovane Fortunata e la corte inaspettata del Paronzini sconvolgerà l’equilibrio familiare delle tre zitelle, giacché ciascuna è determinata a farlo innamorare.
All’uomo non resterà che accettare la situazione e dividersi tra le tre. Nonostante il matrimonio con Fortunata, infatti, l’uomo riesce a passare da un letto all’altro, accontentando anche le altre due e rendendole felici: convincendosi così di essere diventato il vero padrone di casa, o meglio, il gallo del pollaio. Ma la realtà sarà ben diversa: perché sono le tre sorelle che comandano il gioco e alla fine saranno loro a spartirselo.
Un vero e proprio ribaltamento di ruoli
«“La spartizione” è l’esempio perfetto di una produzione letteraria carica di un umorismo leggiadro – queste la parole del regista Marco Filatori – con punte d’assoluta comicità e tuttavia percorsa dal presentimento della caducità della vita e, se la morte colpisce raramente i personaggi di Piero Chiara, ne farà esperienza proprio Emerenziano Paronzini, seduttore attempato ed un po’ mascalzone».
Un protagonista apparente in realtà, che Chiara, nel corso della storia, con un calibrato ma inesorabile cambio di prospettive, saprà trasformare da carnefice a vittima: «L’entrata in scena delle tre sorelle Tettamanzi, la loro progressiva metamorfosi da pie zitelle in donne consapevoli della propria femminilità, pronte a spartirsi l’oggetto dei loro desideri sensuali è, infatti, un vero e proprio ribaltamento di ruoli. Il talento narrativo dello scrittore, l’attenzione minuziosa e mai pedante per le sfaccettature psicologiche, le sottigliezze e le piccole meschinità dell’animo umano porteranno a un finale che altro non è se non un grandioso “coup de théâtre”; evitandoci così, la banalità di una conclusione scontata e ricreando per l’ennesima volta nelle sue pagine l’agrodolce imprevedibilità della vita vera.
Ed è proprio così il teatro che amiamo, fatto di una lievità mai superficiale, una “profonda leggerezza” che è la stessa usata da Chiara per affrescare il suo microcosmo universale con pennellate impietose ma mai spietate: uno sguardo boccaccesco che porta ad una rappresentazione divertita e naturalistica della commedia umana. Con questo spirito abbiamo affrontato l’avventura di portare sul palcoscenico “La spartizione”, con il desiderio di rispettarne anzitutto la parola e le atmosfere, e il punto d’arrivo che ci siamo posti è quello di riuscire a portare in teatro lo stesso soffio di vita che percorre le pagine del romanzo di Piero Chiara».
