CAIRATE – Ora si inaugura per davvero. La data del taglio del nastro è già segnata in calendario: il 9 ottobre, alle 11, il maxi-progetto della Hydrogen Valley di Cairate prenderà ufficialmente forma. Un’operazione che prevede anche la rigenerazione dell’area industriale dismessa, quella «ferita aperta del territorio» – come lo ha già definito il sindaco Anna Pugliese – che da mezzo secolo riguarda l’ex cartiera Vita Mayer.
Il progetto
L’ultimo aggiornamento risale a luglio scorso. Era stata Pugliese a dare spiegazioni sullo stato dell’arte, a seguito dell’installazione dell’impianto per produrre idrogeno nel fondovalle di Cairate. Ora, quell’area compromessa da tempo è pronta per rinascere con il progetto H2Olona-Hydrogen Valley: una transizione totale dal carbone e dalla carta all’idrogeno verde. Si tratta del piano promosso dalla Expand – società della famiglia Vitali – finanziato con un investimento complessivo di circa 11,5 milioni di euro dal ministero dell’Ambiente e dello Sviluppo energetico attraverso il Pnrr e che, quindi, prevedeva scadenze molto rigide entro la metà di quest’anno: produrrà 102 tonnellate all’anno di idrogeno verde attraverso un impianto di elettrolisi. L’obiettivo che vuole raggiungere Expand entro la fine del 2026, inoltre, è quello di andare a rogito per l’acquisto della ex cartiera Vita Mayer.
I vantaggi
L’impianto, come precisava il sindaco, permetterà di bonificare in loco i fanghi, materiali di rifiuto del depuratore per circa 500 tonnellate. Fino all’impianto Bess, pensato per accumulare energia pulita e metterla a disposizione, a prezzi calmierati, alle aziende che si insedieranno in valle. Inoltre, è stato calcolato fino a un risparmio tra i 400mila e i 500mila euro l’anno, di cui l’ente locale potrebbe godere sul riscaldamento degli edifici pubblici. E non solo: fra i vantaggi si prevede la restituzione del parco e della valle dopo mezzo secolo di chiusura. Con anche percorsi ciclopedonali nel verde che si innescano con il bike park.
Hydrogen Valley di Cairate, si inaugura. Rinasce l’area del «mostro industriale»
