VARESE – Il Wwf Insubria ha inviato una lettera indirizzata al sindaco di Varese Davide Galimberti e al presidente della Provincia Marco Magrini, con copia agli assessori competenti, nonché ai presidenti dei parchi regionali del Campo dei Fiori e della Pineta di Appiano Gentile e Tradate. Nella missiva il Wwf esprime la sua contrarietà alla scelta dei Duni come area per il nuovo canile di Varese, per il quale è stato siglato lo scorso febbraio un accordo quadro tra Comune, Provincia e Ats alla presenza di Regione Lombardia. Proprio sulla sede della struttura a giugno si era poi scatenato un botta e risposta politico a partire dall’uscita del segretario cittadino della Lega Marco Bordonaro.
Corridoio ecologico
Il tema al centro della lettera è appunto il progetto di realizzazione di un centro polifunzionale con canile (ma ci saranno anche gattile e spazi per la fauna selvatica) in località I Duni, non lontana da Bizzozero, in un’area che Wwf Insubria definisce delicata sotto il profilo naturalistico. L’area individuata è attualmente costituita da prati stabili e filari alberati spontanei ed è classificata come corridoio ecologico principale. «Pertanto una zona riconosciuta come fondamentale per la conservazione della biodiversità locale e il collegamento tra i parchi regionali e sovracomunali del Varesotto», dicono dal Wwf Insubria, che pur condividendo la necessità della ricollocazione dell’attuale canile esprime preoccupazione per la scelta pianificatoria, «rilevando discrepanze rispetto alle indicazioni di piani precedenti, i quali affermavano la necessità del rispetto del territorio boschivo e agricolo dei Duni».
Tutela della fauna
Il Wwf Insubria sottolinea la necessità di fermare il consumo di suolo vergine e la tutela prioritaria della fauna selvatica e della sua capacità di spostamento, «che verrebbe compromessa dalla realizzazione di un canile. Inoltre il rischio idrogeologico e la delicatezza del territorio in esame dovrebbero sempre suggerire una particolare cautela nell’autorizzare nuovi insediamenti». Quindi un’apertura al confronto. «La nostra organizzazione è disponibile a dialogare con le amministrazioni coinvolte al fine di riconsiderare la localizzazione del progetto, e propone un dialogo costruttivo con i Plis e i parchi regionali interessati». Del corridoio ecologico e degli aspetti ambientali si era parlato in una commissione apposita lo scorso marzo, in cui il progettista aveva sottolineato l’impegno in fase di progettazione per un impatto che fosse il minore possibile.
Cani, gatti e fauna selvatica: il nuovo Canile di Varese apripista in Lombardia
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