Cardinale Burke a San Pietro, torna la tradizione con la messa in latino

Cardinale Burke messa latino

ROMA – Il ritorno alla tradizione. Dopo tre anni di assenza forzata per il divieto posto da papa Francesco, sabato 25 ottobre il cardinale Raymond Leo Burke, patrono emerito del Sovrano Militare Ordine di Malta, ha celebrato la messa tridentina, ovvero quella in latino antecedente la riforma liturgica di san Paolo VI e del Concilio Ecumenico Vaticano II, all’Altare della Cattedra della Basilica Vaticana. 

La messa in latino 

Un rito avvenuto ovviamente con l’autorizzazione di Leone XIV che, a differenza del suo immediato predecessore, è molto più tollerante verso chi predilige il rito in latino. Tremila i fedeli, tra cui primeggiavano i giovani, alla messa pontificale all’altare della Cattedra della Basilica di San Pietro Erano presenti anche i cardinali Walter Brandmüller e Ernest Simoni. La celebrazione di Burke ha chiuso il 14esimo pellegrinaggio ad Petri Sedem del Coetus Internationalis Summorum Pontificum che fa riferimento all’omonimo Motu proprio di Benedetto XVI del 2007. Il pellegrinaggio, cui hanno partecipato alcune migliaia di fedeli tradizionalisti, si era aperto il venerdì con i Vespri pontificali presieduti dal cardinal Matteo Maria Zuppi, presidente della Cei.

L’omelia 

Nell’omelia, il porporato statunitense ha detto: «Quando riflettiamo sulla ribellione contro l’ordine e la pace che Dio ha impresso in ogni cuore umano — ribellione che trascina il mondo, e perfino la Chiesa, in una crescente confusione, divisione e distruzione degli altri e di sé stessi — comprendiamo, come comprese Papa Pio XI, l’importanza del nostro culto a Cristo sotto il titolo di Re del Cielo e della Terra. Un simile culto non è una forma di ideologia. Non è l’adorazione di un’idea o di un ideale astratto. È comunione con Cristo Re, soprattutto mediante la Santissima Eucaristia, nella quale comprendiamo, accogliamo e viviamo la nostra stessa missione regale in Lui. È la realtà nella quale siamo chiamati a vivere: la realtà dell’obbedienza alla Legge di Dio scritta nei nostri cuori e nella stessa natura di tutte le cose. È la realtà dei nostri cuori, uniti al Cuore Immacolato di Maria, e che trovano sempre più pienamente il loro riposo nel Sacratissimo Cuore di Gesù». Burke ha ricordato che la Messa Pontificale è stata celebrata secondo la Forma più antica del Rito Romano, l’ Usus Antiquior. La Chiesa ha celebra il 18esimo anniversario della promulgazione del Motu Proprio Summorum Pontificum, con il quale Papa Benedetto XVI ha reso possibile la celebrazione regolare della Messa secondo questa forma, in uso sin dai tempi di San Gregorio Magno. «Nel privilegio di partecipare oggi al Santo Sacrificio della Messa – ha sottolineato – non possiamo non pensare ai fedeli che, nel corso dei secoli cristiani, hanno incontrato il Signore e hanno approfondito la loro vita in Lui attraverso questa venerabile forma del Rito Romano. Molti furono ispirati a praticare l’eroismo della santità, fino al martirio. Coloro fra noi che sono abbastanza anziani da essere cresciuti pregando Dio secondo l’ Usus Antiquior non possono non ricordare quanto esso ci abbia aiutato a mantenere lo sguardo fisso su Gesù, specialmente nel rispondere alla nostra vocazione nella vita. Infine, non possiamo non ringraziare Dio per il modo in cui questa venerabile forma del Rito Romano ha condotto molti alla fede e ha approfondito la vita di fede di coloro che, per la prima volta, ne hanno scoperto l’incomparabile bellezza, grazie alla disciplina stabilita da Summorum Pontificum. Rendiamo grazie a Dio perché, attraverso Summorum Pontificum, tutta la Chiesa va maturando una comprensione e un amore sempre più profondi per il grande dono della Sacra Liturgia, così come ci è stata trasmessa, in una linea ininterrotta, dalla Tradizione Apostolica, dagli Apostoli e dai loro successori».

Cardinale Burke messa latino – MALPENSA24

 

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