LEGNANO – Rallentamento, solo in parte dovuto alla pausa estiva, per il settore industriale dell’Altomilanese nel terzo trimestre 2025. In base all’indagine congiunturale svolta da Confindustria (nella foto, la sede in via XX Settembre a Legnano) in tutti i settori sono risultati in calo produzione industriale, fatturato e scorte di prodotti finiti.
Segno meno per gli ordini, occupazione stabile

Il costo delle materie prime stabile e i prezzi di vendita in lieve diminuzione non hanno portano effetti migliorativi sulla marginalità. Segno negativo anche per il flusso di nuovi ordinativi nella componente estera e in quella interna per i comparti meccanico e chimico, mentre la moda ha mostrato un miglioramento del portafoglio nazionale e oltre confine. Sostanzialmente uguali i livelli occupazionali.
Per quanto riguarda gli investimenti, per il prossimo semestre il campione è diviso a metà tra chi ha in programma spese in conto capitale e chi non ne ha pianificate: una dinamica invariata rispetto alla scorsa rilevazione a causa dell’attesa delle decisioni della Bce sui tassi nel periodo a venire.
Pesano le politiche Usa

Le prospettive a breve termine sull’andamento delle vendite sono misurate. Con riferimento ai sei mesi futuri, solo il 26% delle aziende del campione si attende un incremento del fatturato (era il 32% nella passata indagine), il 56% un consolidamento e quasi un’azienda su cinque un abbassamento. Il clima di fiducia resta quindi improntato alla cautela. Da una parte la recente tregua tra Israele e Palestina attenua l’incertezza e il rientro del prezzo del petrolio abbassa i costi, dall’altra i dazi Usa e il dollaro svalutato continuano a erodere l’export, mentre il risparmio precauzionale frena i consumi.
L’andamento per settori
Meccanico. Trimestre con produzione industriale e fatturato in marcata contrazione. Il portafoglio ordini ha visto un freno sia delle commesse provenienti dall’estero sia degli ordinativi interni. Le previsioni a breve termine sono prudenti. Immutata rispetto alla scorsa indagine congiunturale la quota di aziende (35% al di sotto della media del campione) che intende investire in macchinari e impianti nel breve periodo. Le attese sul fatturato sono positive solo per il 6% delle aziende, stazionarie per il 53%, in discesa per il 41%. Sostanzialmente identica l’occupazione.
Tessile-abbigliamento e calzaturiero. L’analisi ha evidenziato una leggera debolezza della produzione industriale, anche per motivi di stagionalità, e una flessione del fatturato e del livello delle scorte. In progresso il flusso di nuovi ordinativi italiani ed esteri. In salita i costi delle materie prime impiegate nel processo produttivo, che le imprese sono riuscite solo in parte a trasferire sui listini prezzi. Nonostante la richiesta di credito bancario si sia sensibilmente ridotta e si preveda una sostanziale stabilità del fatturato, si è rilevato un incremento della propensione a effettuare nuovi investimenti.
Lavorazione materie plastiche e chimico. Produzione industriale fiacca, con fatturato e portafoglio ordini italiani ed esteri in calo. Stabili il grado di utilizzo degli impianti e i costi delle materie prime. Buona l’aspettativa di fatturato per i prossimi mesi nel 40% dei casi, come nello scorso periodo, e la volontà di investire per il 53% delle aziende, seppure in piccola flessione rispetto all’ultimo studio.
Vivi energia ancora in meta con Rugby Parabiago per crescere dentro e fuori dal campo
