Geasc in rosso e Michelon se ne lava le mani: «Io non amministro, do la linea»

Al centro l'assessore Simona Michelon

FAGNANO OLONA – All’annuncio della rivoluzione economica, aveva promesso: un bilancio in utile, servizi migliori e meno costi per il Comune e per i cittadini. Risultato: bilancio in rosso di 25 mila euro nel 2024. Sarà per la prossima volta. Anzi no: il bilancio del 2025, così hanno spiegato in consiglio, dovrebbe chiudere a meno 90 mila euro. 90: come la paura. Dei consiglieri di minoranza, ma non dell’assessore con delega a Geasc Simona Michelon: «Io non sono preoccupato. È l’inizio del cambiamento. I risultati arriveranno».

I numeri parlano chiaro

Se non è fallita, la rivoluzione economica di Geasc, voluta fortemente dall’assessore Simona Michelon, di certo sta sonnecchiendo. Ad ogni modo nell’ultimo consiglio, con un pesante ritardo (siamo a ottobre ed è stato approvato il bilancio consuntivo del 2024), è stato portato il quadro economico di Geasc. Approvato (con voto contrario delle minoranze) in passivo. Ma a preoccupare le opposizioni sono le previsioni per la chiusura dei conti dell’anno in corso che potrebbero segnare un rosso più pesante.

X colpa di chi (cit. Sugar Fornaciari)

La questione Geasc è stata sviscerata durante l’ultimo consiglio comunale con le minoranze sugli scudi e l’assessore Michelon, con l’elmetto calato in testa, a parare i colpi, respingere le accuse e distribuire, urbi et orbi, le responsabilità. La colpa del mancato successo della revolution? Un po’ di tutti tranne che dell’assessore: colpa del presidente del Cda, del direttore, dei segretari comunali e perfino dell’ex sindaco. Potendo, l’assessore Michelon avrebbe individuato responsabili anche tra i santi in paradiso. Che però, pare aver finito: a differenza di quanto è spesso accaduto in passato, questa volta il sindaco non è intervenuto in sua difesa.

Pillole di dibattito

Il consiglio comunale di Fagnano, indipendentemente da chi siede in maggioranza o in minoranza, è noto per la generosità di perle che dispensa a destra e a manca. Ma anche a sinistra. E l’ultima assise ha donato ben oltre i “mattoni rubati dal sindaco nel cantiere della palestra“.

«Io non amministro»

Nel corso del dibattito l’assessore, dopo aver rivendicato di «aver messo mano per migliorare le gestione di Geasc», ha anche dichiarato: «Io non amministro Geasc. Io al mattino faccio altro. Io do gli indirizzi, controllo, guardo, mi interfaccio. Ma non gestisco Geasc. Se ci sono problemi bisogna interfacciarci con il dg. Se voi pensate di togliermi la responsabilità di quel che arriverà, non a breve, questo non accadrà. Io non sono un avvocato sono un economista ».

«Lei mi prende in giro»

Persino il placido Almasio ha dato segni di alterazione: «Assessore lei mi prende in giro. Ho fatto le domande e non ho avuto risposte. Ho fatto le domande al presidente e lui non risponde. E adesso lei, che non sa che pesci pigliare, dice altro».

I terremoti che non spostano le sedie

«In Geasc c’è stato un terremoto – ha detto il consigliere di Fratelli d’Italia Federico Fasolino – ma i terremoti spostano le sedie. Qua invece sono rimaste tutte ferme e senza alcuna conseguenza».

La nota delle minoranze (su Geasc)

Amministrare non è cosa semplice. Farsi selfie e video forse sì.Il Consiglio Comunale del 27 ottobre ha confermato, ancora una volta, l’incapacitàamministrativa della giunta Baroffio.

Il tema caldo della serata? Il Bilancio consuntivo 2024 di Geasc, la società partecipata delComune.Un documento che sarebbe dovuto arrivare mesi fa — ma che approda in Consiglio solo a fineottobre, con sei mesi di ritardo, nonostante fosse già stato approvato dal CDA il 3 luglio edepositato il 18 luglio.

Un ritardo che la dice lunga sul livello di controllo e di coordinamento tra Amministrazione esocietà.

Durante la discussione, l’Assessore Michelon — con delega a Geasc — ha dato vita a una verae propria “cena con delitto”: una sequenza di dichiarazioni contraddittorie, scarichi diresponsabilità e tentativi di difesa sempre più deboli.

Prima ammette di avere “grandi difficoltà a comprendere i dati di bilancio” (e su questo, ineffetti, non fatichiamo a crederle, vista la precedente revoca della delega al bilancio). Poiaggiunge che anche il presidente di Geasc, suo cognato Samuele Macchi, avrebbe avuto difficoltà di comprendere le sue richieste.

Tradotto: chi redige e approva il bilancio non capisce cosa sta firmando. Un quadro desolante, oltre che preoccupante.

Quando le contraddizioni esplodono, l’Assessore Michelon cambia copione e inizia lo scaricabarile: prima il CdA, poi il direttore generale, poi chissà chi altro. Tutti colpevoli, trannelei.Peccato che i numeri parlino chiaro: –25.000 euro nel 2024, e una proiezione di – 90.000 euronel 2025.E indovinate chi ripianerà queste perdite? I cittadini fagnanesi, naturalmente.

Il paradosso è che la Michelon rivendica pure di aver “messo mano” in Geasc per migliorarla,spiegando che i risultati arriveranno “nel lungo termine”. Certo, peccato che nel frattempo ilComune e i suoi 13.000 datori di lavoro (come afferma lei) debbano coprire le perdite.Un “nuovo metodo”, il loro, che doveva portare efficienza, trasparenza e utili. Oggi, invece,produce tariffe più alte, servizi peggiori e bilanci in rosso. Da parte nostra, dai banchi della minoranza, abbiamo chiesto con forza:il ripristino di un rappresentante delle minoranze nel CdA, per garantire il controllo e la trasparenza che la giunta Baroffio ha cancellato; l’azzeramento del CdA di Geasc; e, come atto di responsabilità politica; le dimissioni dell’assessore Michelon.

Fagnano geasc Michelon – MALPENSA24
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