BUSTO ARSIZIO – «Le scuse al sindaco Antonelli per la vicenda Coop? Ha avuto buona sorte, sia in sede civile che penale». Ad affermarlo è l’avvocato Diego Cornacchia, già consigliere comunale, tirato in ballo insieme all’attuale capogruppo Pd Maurizio Maggioni nella sfuriata di giovedì scorso, 26 ottobre in sala esagonale, in cui Antonelli si è levato il “rospo” rispetto alla controversia con la Coop.
Le precisazioni
«Non ho mai chiesto le dimissioni del sindaco ma solo alcune cautele a salvaguardia ed a tutela dell’amministrazione» ricorda Cornacchia, che nella scorsa consigliatura era stato eletto come capolista della Lista Antonelli per poi immediatamente passare al gruppo misto. L’ex presidente del consiglio comunale ripercorre la causa civilistica: «Non mi ha mai riguardato più di quel tanto, se non per il giustificato timore che in caso di soccombenza il danno economico per il Comune sarebbe stato non di poco conto». E quella penale: «I giudici ne avevano rilevato la sussistenza, ma, in forza delle recenti disposizioni, ne avevano dichiarato la non più perseguibilità». In definitiva dunque, per Cornacchia, sul fronte civile «al sindaco Antonelli e a noi cittadini è andata di ….». Fortuna, insomma. E anche dal punto di vista penale fa trapelare che «può ritenersi che vi sia stata buona sorte». Infine, da consumato politico, l’avvocato non manca di far notare polemicamente «il silenzio colpevole» dei consiglieri di maggioranza rispetto alle «sfuriate» del sindaco.
La nota di Diego Cornacchia
Nel solito ed ormai abituale battibecco che il sindaco svolge nei confronti dei consiglieri di minoranza ad ogni assemblea consiliare, nel silenzio colpevole di quelli della maggioranza, apprendo che nella seduta di giovedì 26 ottobre mi ha menzionato accomunandomi con la loro richiesta di dimissioni per la presunta sua responsabilità nella controversia giudiziaria con la Coop. Lasciando intendere che gli sarebbero ora dovute le scuse dopo il rigetto della domanda risarcitoria, confermato dalla Corte di Appello. Non mi è noto se pende o meno il ricorso per Cassazione. Tuttavia la questione civilistica non mi ha mai riguardato più di quel tanto, se non per il giustificato timore che in caso di soccombenza il danno economico per il Comune sarebbe stato non di poco conto. La disamina della controversia non poteva essere fatta a priori né da me e neppure da altri colleghi consiglieri od ovviamente da avvocati che fossero. Oggi, alla resa dei conti, si può solo tirare un fiato di sospiro ed affermare al sindaco, ovvero a noi cittadini, che ci è andata di …. ma ciò non era scontato!
La mia presa di posizione di allora, invece, riguardava il reato di abuso di ufficio. Su tale aspetto i giudici del settore penale ne avevano rilevato la sussistenza, ma, in forza delle recenti disposizioni, ne avevano dichiarato la non più perseguibilità nei confronti di tutti i responsabili ed indagati. Anche in codesto caso, può ritenersi che vi sia stata buona sorte? Tuttavia non ho mai chiesto le dimissioni del sindaco ma solo alcune cautele a salvaguardia ed a tutela dell’amministrazione. Per cui, prosegua pure il sindaco nelle sue sfuriate, senza trovare ostacoli di sorta!!
Diego Cornacchia
