Caso Coop, Cornacchia: “Il Comune si tuteli col sequestro cautelativo dei beni del sindaco”

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BUSTO ARSIZIO – «L’intercettazione telefonica mi pare piuttosto chiara. E conferma che bene ho fatto a chiedere che il sindaco Antonelli non venisse difeso dall’avvocatura di Palazzo Gilardoni per evitare ogni imbarazzo. Ora mi aspetto che in Comune qualcuno si dia una mossa per chiedere il sequestro cautelativo di una serie di beni del sindaco al fine di tutelare l’ente nella vicenda delle Coop».

Chi parla è Diego Cornacchia (nella foto), consigliere del Gruppo Misto, il quale nel consiglio comunale dell’ottobre del 2019 presentò una mozione proprio sul contenzioso della Coop che vede coinvolto il sindaco di Busto Emanuele Antonelli. Nel testo della mozione si chiedeva «di predisporre apposita delibera contemplante l’affidamento dell’incarico professionale di difesa del Comune ad un legale esterno alla Avvocatura comunale da prescegliersi magari fuori del Foro di Busto Arsizio e pure di quello di appartenenza dei Patrocinatori legali di parte attrice». In soldoni, per Cornacchia sarebbe stato utile e previdente, «anche per mere ragione di opportunità e di serenità nell’ambito dei rapporti interpersonali all’interno della struttura comunale, che potrebbero deteriorarsi qualora dovesse affrontare e sostenere il lungo ed incerto contenzioso». Come noto, le Coop hanno chiesto 5 milioni di danni per il (presunto) tentativo del primo cittadino, col concorso del suo vice di allora e di alcuni dirigenti comunali, di ritardare l’apertura del supermercato di viale Duca D’Aosta, creando così il danno economico.

Cornacchia aggiunge: «Con quella mozione ci vidi giusto». Tanto più che le assicurazioni si sono costituite in giudizio sostenendo che la polizza è stata stipulata quando nell’aria c’era già sentore di contenzioso e di questo non erano state informate. «La polizza in essere, stipulata per la tutela del Sindaco, non lo avrebbe coperto qualora fossero emerse personali responsabilità di natura volontaria e di mala fede e quindi non strettamente connesse con attività amministrative».

Antonelli Caianiello: tutti sapevano

Ma Cornacchia offre anche uno spunto prettamente politico. «Il rapporto tra Antonelli e Nino Caianiello era risaputo sia a Busto, sia a Gallarate. A Busto poi, a Palazzo Gilardoni, tutti hanno visto Caianiello parcheggiare nel cortile del Comune e recarsi quasi quotidianamente nell’ufficio del sindaco. Tutti sapevano, ma nessuno diceva niente. Ma ora la questione sta finalmente venendo a galla».

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