BUSTO ARSIZIO – Caso Sabba, «non basta una pacca sulla spalla». Ad affermarlo è Emanuele Fiore, consigliere comunale del gruppo misto, che insieme al suo predecessore Giuseppe Ferrario (che era in carica quando l’elezione di Matteo Sabba fu convalidata in aula), rivela che «non si può fare finta di niente di fronte ad un illecito ormai acclarato». E suggerisce al sindaco Antonelli e all’amministrazione di fare il primo passo: «Si rivolgano loro al Prefetto per trovare la via d’uscita corretta a questa vicenda – l’appello di Fiore per evitare lo scontro frontale – non ci mettano nella condizione di arrivare a votare una sfiducia».
Un pasticcio
«Hanno fatto un pasticcio, avevamo dato per buono l’impegno a rimuovere l’incompatibilità e adesso salta fuori che è stato fatto solo il giorno prima che Sabba venisse nominato assessore» fa notare Giuseppe Ferrario, che era in consiglio comunale quando si votò per convalidare l’elezione dell’attuale delegato alla sicurezza e dell’altro consigliere che fu chiamata a risolvere l’incompatibilità, la presidente della Pro Patria Patrizia Testa. «Non è una questione personale, ma nel momento in cui si accerta un illecito, non si può non denunciare. Non si può fare finta di niente, anche per una questione di trasparenza».
La soluzione
«Una preoccupazione di buon senso» rilancia Fiore, che ha rimpiazzato Ferrario in sala esagonale dopo le dimissioni di quest’ultimo, e che ora è pronto a fare un passo nella direzione della trasparenza. «Sarà difficile sottrarsi – ammette il consigliere del Misto, riferendosi alle valutazioni in corso tra i gruppi di minoranza – poi dipende dall’atto che si deciderà di fare, ma quel che è certo è che non può finire a tarallucci e vino. E forse era meglio non aspettare un’interrogazione, ma dare conto in prima persona di quel che è successo e magari anche chiedere scusa. Capita a tutti di sbagliare». Ora però, l’appello all’amministrazione, «non metteteci nella condizione di fare i “cattivi”, cerchiamo di capire come venirne fuori, in primis l’amministrazione, senza dover arrivare ad un atto di sfiducia dove qualcuno della maggioranza possa votare a favore nel segreto dell’urna per prendere il posto di Sabba in giunta. Si trovi una via d’uscita giusta che metta la parola fine stavolta davvero in buona fede». Perché quella invocata dal sindaco nella sua risposta all’interrogazione, «non esiste, in quanto la legge non ammette ignoranza. – sottolinea Emanuele Fiore – se entro nella ZTL e prendo la multa non posso invocare la buona fede ma devo pagare».
Strada obbligata
E allora, questo il suggerimento di Fiore e Ferrario, «dovrebbe essere direttamente l’amministrazione a rivolgersi al Prefetto per verificare come chiudere la vicenda nel modo più corretto». Perché «una volta confermato che esiste un illecito, tutto il consiglio comunale – e qui entro in gioco anche io, pur non avendo votato a suo tempo la convalida – deve interrogarsi. Il voto di Sabba che non aveva titolo ad essere consigliere vale tanto quanto il mio o degli altri che avevano titolo? E uno che non ha dato seguito ad un impegno preso di fronte al consiglio, merita la fiducia da assessore? Per rispetto nei confronti della città, e non solo del consiglio comunale, non basta una pacca sulle spalle». Il capogruppo del Misto ne fa una questione di «dovere da consigliere, che va al di là dello schieramento» di appartenenza: «Siamo pubblici ufficiali, ed esistono leggi anche recenti per cui quando si viene a conoscenza di un illecito amministrativo si ha una responsabilità o una corresponsabilità se non si dà seguito con degli atti – ammonisce Fiore – non c’è nulla di personale, anzi con Sabba ho ottimi rapporti e umanamente sono mortificato, ma è una questione di rispetto delle istituzioni e della cittadinanza. Questa è una grana che non si può esaurire così». Anche perché «se non agiamo noi consiglieri, qualunque cittadino potrà chiedere conto al Prefetto o a chi per esso e a quel punto, se facciamo finta di nulla, ci chiederanno dove stavamo».
Cornacchia: «È il sindaco in malafede. Non può assolvere Sabba, è lui da sfiduciare»
