Palestra chiusa e tassa d’imbarco, dubbi da Casorate Aperta: «Incomprensibile»

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La palestra di Casorate Sempione

CASORATE APERTA – «Situazioni incomprensibili». Tre gli argomenti che vengono così definiti dalla minoranza di Casorate Aperta: la chiusura della palestra per momentanea inagibilità, l’utilizzo degli arretrati della tassa d’imbarco appena incassati, le condizioni di un muro residuo di un capannone. Temi che sono diventati oggetto di interrogazione e che saranno discussi al prossimo consiglio comunale.

La palestra inagibile

A causa delle bombe d’acqua di fine agosto, la palestra ha subito dei danni e quindi è stato chiusa «all’improvviso» e «a tempo indeterminato», riporta una nota diffusa dal consigliere Gianluigi Poli. «Lascia perplessi, per il fatto che è stata sistemata pochi anni fa ed è già impraticabile per le condizioni della pavimentazione, che si è sollevata a causa dell’allagamento per le forti piogge». E ancora: «Durante la riunione della Commissione Lavori Pubblici di due anni fa, alla quale partecipai, si era fatto notare che l’intervento di posa del parquet era organizzato in modo errato, poiché non erano previste operazioni di controllo della pavimentazione e del tetto». I suggerimenti «non furono ascoltati e ora gli alunni dell’istituto comprensivo di Casorate non hanno un locale dove svolgere attività di educazione fisica, perché la giunta non ha provveduto a mettere a disposizione un locale».

La tassa d’imbarco

La seconda interrogazione chiede «espressamente» quale uso verrà fatto degli arretrati della tassa d’imbarco incassati (157mila euro circa). «La domanda – prosegue Poli – è stata suggerita dalle dichiarazioni contraddittorie tra quelle espresse dall’assessore al Bilancio in consiglio comunale e quelle del sindaco sulla stampa». Il primo «disse che sarebbero stati utilizzati per pagare le fatture recenti e arretrate dell’Enel», il secondo «pensava di utilizzare la somma per aumentare la quota disponibile per il sociale».

Il muro

La terza interrogazione riguarda «le condizioni del muro prospiciente via Milano, residuo del capannone dove lavorava Fimatex: il crollo dell’intonaco è un segnale preoccupante, per il fatto che all’interno della proprietà ci sia una parete di terra».

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