CASORATE SEMPIONE – Il numero in crescita esponenziale dei minori sotto tutela del Comune, la complessa gestione dei procedimenti per accedere ai servizi di supporto, i fondi sovracomunali che tardano ad arrivare, i soldi che non sono mai abbastanza di fronte alle necessità delle persone in continuo aumento. «Stiamo scoppiando». Un grido d’allarme si alza dagli uffici dei Servizi Sociali a Casorate Sempione. Colpa dei ritmi, dei costi da sostenere e della mole di richieste d’aiuto che arrivano dalle fasce più deboli.
Tutela dei minori e le spese a bilancio
Negli anni, i minori che hanno bisogno di essere tutelati dal Comune sono aumentati in maniera evidente: «Erano 6 nel 2015, quando è cominciato il primo mandato dell’attuale amministrazione», racconta l’assessore alla partita Fausta Battaglia. «Oggi sono diventati 42, di cui 14 già affidati all’ente locale. Per gli altri invece sono necessari continui interventi di monitoraggio e assistenzialità». E sono proprio i più giovani a richiedere la maggior parte dell’attenzione da parte degli uffici, soprattutto in ambito scolastico. «I bimbi che hanno bisogno di sostegno crescono esponenzialmente e noi li supportiamo con i vari finanziamenti che arrivano anche da Regione Lombardia». Ma non solo. Ecco perché le cifre stanziate a bilancio dalla giunta continuano a salire. Basta guardare gli ultimi anni: nel previsionale del 2022 erano stati inseriti 550mila euro, in quello del 2023 sono oltre 600mila. «E per il 2024 dovranno diventare 700mila», l’aggiornamento dei tecnici comunali.
Iter complicati
Tra le difficoltà, anche la gestione delle procedure per accedere ai servizi. «Cambiano continuamente e i moduli sono tutti differenti tra di loro. Ogni volta è come se si dovese ricominciare da capo», spiegano dagli uffici. A cui si aggiungono le difficoltà a reperire i fondi sufficienti a coprire le richieste. Un esempio? La carta “Dedicata a te”. Infatti «in 200 avrebbero avuto diritto al bonus, ma solo 63 sono stati assegnati. Perché era fino a esaurimento risorse». Non solo: a oggi mancano ancora i fondi statali che sarebbero serviti per i rimborsi spese alle famiglie che hanno iscritto i bimbi ai centri estivi: «Dovevano arrivare entro il 3 agosto. Ma non è successo. E le persone che ne avevano diritto continuano a chiedere chiarimenti».
Tutta una serie di ostacoli da superare. «Ma noi non ci lasciamo abbattere», conclude Battaglia. «Difficilmente diciamo di no a chi ha bisogno di essere aiutato. Io stessa quando posso mi presento come volontaria a dare una mano agli uffici». Il motivo è chiaro: «Stiamo scoppiando».
