Giordani (Sieco) «irritato» con la maggioranza di Cassano. «E Police ha sbagliato indirizzo»

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CASSANO MAGNAGO – L’amministratore unico di Sieco, Fabio Giordani, si mostra basito a fronte  dell’atteggiamento delle opposizioni di Cassano Magnago che scrivono al prefetto «per avere documenti che mai mi hanno chiesto», visto che incredibilmente hanno sbagliato indirizzo. Ma soprattuto si dice «profondamente irritato» dall’atteggiamento della maggioranza, che attraverso le ultime dichiarazioni del consigliere delegato Mariangela Calì, non fanno altro che creare ancora più tensione tra il Comune e la sua partecipata, ai ferri cortissimi per il rinnovo dell’appalto per la gestione dei rifiuti. 

La lettera di Giordani 

Si tratta di una querelle che dura da settimane, ma ora dalle parole di Giordani si capisce che il sindaco Pietro Ottaviani ha per le mani una grossa grana. Ecco la lettera integrale dell’au di Sieco:

A seguito delle recenti dichiarazioni apparse su giornali e social media riguardanti la richiesta di accesso agli atti presentata dal Consigliere di Minoranza Tommaso Police e la conseguente segnalazione all’ Ecc.mo Prefetto per i ritardi nel riscontro, in qualità di Amministratore Unico di S.I.Eco., citato da tutte le fonti in questione, ritengo di dover evidenziare fondamentali circostanze che acclareranno lo stato inconfutabile dei fatti.
In primis, è essenziale sottolineare che S.I.Eco. non ha mai ricevuto alcuna comunicazione ufficiale riguardante la richiesta di accesso agli atti. Tale circostanza emerge palese al solo e anche superficiale esame della documentazione fornita alla stampa. È di tutta evidenza, infatti, che, sebbene destinatario principale della stessa risulta essere il sottoscritto, in qualità di AU di S.I.Eco., è altrettanto evidente che il documento è stato inoltrato UNICAMENTE all’indirizzo PEC del Comune di Cassano Magnano. S.I.Eco. ed il sottoscritto non risultano neppure in copia conoscenza della trasmissione PEC. Né risulta che il Comune di Cassano Magnago, ricevuta la istanza, abbia provveduto ad inoltrarla a S.I.Eco. 
Ebbene la domanda è addirittura banale: come avrebbe potuto S.I.Eco. (e per essa il sottoscritto), dare riscontro ad un’istanza mai pervenuta o comunicata?
Si ritiene che l’osservazione di cui sopra sia esaustiva di qualsivoglia perplessità, dubbio o quant’altro dei soggetti che hanno ritenuto di esprimersi in merito. La società che rappresento si trova quindi costretta a respingere con fermezza le accuse di negligenza o di inefficienza che le sono state ingiustamente attribuite. 
Esprimo, anche a nome degli uffici, la nostra profonda irritazione per le dichiarazioni del Sindaco di Cassano Magnago e del Consigliere di Maggioranza con delega alle Partecipate, che hanno cercato di attribuire la colpa a S.I.Eco., contribuendo così a diffondere informazioni errate tra i cittadini. E ciò in un momento di particolare complessità e delicatezza per la ben nota vertenza sul rinnovo contrattuale in corso tra il predetto Comune e la nostra Società. 
S.I.Eco. è una società pubblica e la sua missione è fornire adeguati servizi ai cittadini. I nostri sforzi devono essere dedicati al raggiungimento di questo obiettivo. Siamo e dobbiamo restare estranei ad ogni coinvolgimento in questioni che non ci competono. Il sottoscritto ha il dovere di tutelare la società, facendo rispettare non solo tutte le normative generali vigenti in materia ma anche quelle particolari dettate dallo Statuto della società ed il regolamento di accesso agli atti.
Invito quindi tutti coloro che hanno responsabilità istituzionali e coloro che si interessano alla questione ad approfondire attentamente la loro conoscenza delle funzioni all’interno della società ed i rispettivi ruoli (Soci, Ufficio di Coordinamento, Organo Amministrativo) nonché le modalità corrette per la richiesta di accesso agli atti, al fine di evitare analoghi “disguidi” in futuro. S.I.Eco. resta a disposizione per fornire chiarimenti e informazioni utili nell’ottica della massima trasparenza e collaborazione istituzionale.
Confidiamo che questo comunicato possa chiarire la nostra posizione e ristabilire la verità dei fatti.

La risposta di Police

La lista civica di Tommaso Police non ci sta e a stretto giro ha mandato una nota scritta che pubblichiamo di seguito:

Il 29 aprile, il nostro capogruppo Tommaso Police, ha inoltrato una richiesta di accesso agli atti sia a Si.Eco sia all’amministrazione comunale. Tradizionalmente, le nostre richieste sono state gestite dal Comune di Cassano Magnago, che ha sempre agito con tempestività, inoltrando le nostre domande a Si.Eco. In passato, abbiamo ricevuto risposte tempestive dalla società.
Tuttavia, questa volta la situazione è diversa. La consigliera Calì sembra attribuire la responsabilità a Si.Eco per non aver inviato i documenti richiesti.
Tuttavia, una verifica incrociata ha rivelato che il Comune di Cassano Magnago non ha inoltrato la nostra richiesta a Si.Eco. Inoltre, la Sindaca di Cairate Anna Pugliese, ha confermato che all’ufficio di coordinamento non è pervenuta alcuna richiesta.
Invece di emettere un comunicato, sarebbe stato appropriato da parte della consigliera Calì, o di chi agisce in sua vece, rispondere formalmente alla nostra richiesta e al successivo sollecito.
Purtroppo, non abbiamo ricevuto alcun riscontro, rendendo impossibile l’accesso agli atti richiesti. Rispondere ad un accesso agli atti è un obbligo, non ci piace fare i saccenti come loro ma li invitiamo ad andarsi a ripassare il regolamento del consiglio comunale (Art.7): “Laddove il consigliere non abbia trovato soddisfazione da quanto reperibile sul sito del comune e delle AZIENDE PARTECIPATE, o da contatti verbali con gli uffici competenti, è suo diritto richiedere il rilascio di copie di atti e documenti. Tale diritto viene esercitato mediante richiesta scritta di copia non autenticata.”
È sorprendente che la consigliera Calì affermi di non poter ottenere i documenti da Si.Eco, nonostante la sua partecipazione alle riunioni dell’ufficio di coordinamento in qualità istituzionale. Ci aspetteremmo che avesse accesso ai verbali delle riunioni a cui ha partecipato.
Invitiamo la consigliera Calì a discutere queste incongruenze con il sig. Prefetto.
Desideriamo inoltre esprimere il nostro disappunto per il mancato intervento del Presidente del Consiglio Comunale, che avrebbe dovuto tutelare il diritto di accesso agli atti. Nonostante fosse a conoscenza della situazione, essendo in copia nella richiesta del 29 aprile e nel sollecito del 13 maggio, non ha preso alcuna iniziativa.
Riteniamo che sarebbe stato semplice evitare questo disguido.
Non si tratta di attribuire colpe all’intero comune come in maniera meschina vogliono far passare, ma piuttosto di riconoscere le responsabilità individuali di coloro che rappresentano questa amministrazione. In questo caso, le responsabilità sono chiare e tangibili.
È importante ricordare che l’omissione di risposta a una richiesta di accesso agli atti è sanzionabile per legge. Questo è un fatto che dovrebbe essere noto, specialmente a coloro che esercitano la professione legale. Invitiamo tutti a prendere atto della situazione e ad agire con responsabilità, anziché ignorare i problemi. È tempo di attivarsi e, se necessario, presentare le dovute scuse.

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