Case per personale sanitario e scolastico. Castellanza cerca fondi per 820mila euro

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CASTELLANZA – Undici appartamenti, da ristrutturare e da mettere a gara per personale sanitario o del mondo scolastico. Così il Comune di Castellanza ha intenzione di intercettare fondi da Regione Lombardia, che – tramite il bando Affordable Housing – potrebbe finanziare quasi completamente l’operazione. In numeri, si tratta di un’operazione da 821.600 euro complessivi, che verrebbero coperti in caso di vittoria per 820.162,80 euro. Mentre, l’ente locale finanzierebbe con fondi propri i restanti 1.437,20 euro.

Gli appartamenti

La giunta del sindaco Cristina Borroni ha approvato il progetto di fattibilità tecnico economica per la manutenzione degli undici alloggi sparsi. L’obiettivo è, appunto, sfruttare il bando regionale Affordable Housing, finalizzato a incrementare l’offerta dei servizi abitativi sociali sas. Gli appartamenti in questione si trovano in condomini misti. E, nel dettaglio, si trovano in via Garibaldi 11-A (Sub 510), via Castegnate 6 (Sub 509 e Sub 514), viale Italia 89 (Sub 20 e Sub 21), via Lombroso 2 (Sub 5 e Sub 9), via Moncucco 2 (Sub 32 e Sub 40), via Montessori 8 (Sub 17 e Sub 19).

A chi è destinato

I destinatari della misura, si legge nella delibera di giunta, «sono i nuclei famigliari, anche monopersonali, che hanno l’esigenza di accedere ad un alloggio in locazione, aventi una capacità economica che non consente loro di sostenere un canone o mutuo sul mercato, né di accedere a un servizio abitativo pubblico. E, in particolare, al personale qualificato dei servizi che svolge un ruolo sociale essenziale (lavoratori della sanità, dei trasporti e dell’istruzione, di imprese) con sede operativa in Lombardia. Nonché a specifici gruppi di popolazione come ricercatori, personale altamente qualificato impiegato in attività di ricerca, sviluppo e trasferimento tecnologico».

Gli obiettivi

Il Comune di Castellanza, con questo bando regionale e la relativa proposta progettuale di Pfte, riconosce «l’opportunità di mettere in relazione il fabbisogno abitativo del personale sanitario e sociosanitario con la ristrutturazione di alloggi assegnabili a prezzi calmierati, valorizzando la disponibilità di alloggi quale possibile strumento di sostegno alle politiche di reclutamento e permanenza delle professionalità necessarie al territorio ricomprendendo anche i comuni confinati quali Busto Arsizio e Legnano». Inoltre, intende «contribuire alla formazione di un’offerta abitativa stabile e accessibile, capace di intercettare anche il fabbisogno espresso dal personale docente e dagli altri lavoratori operanti nei poli scolastici, universitari e formativi di Castellanza e dell’area circostante di Busto Arsizio e Legnano». In questo modo, poi, «assume un ruolo di volano per rispondere al fabbisogno abitativo anche dei comuni confinati – Busto Arsizio e Legnano – appartenenti alle prime cinque classi individuate dalla classificazione dell’intensità del fabbisogno abitativo, essendo la proposta progettuale localizzata entro 30 minuti da questi centri abitati con fabbisogno elevato».

Le dichiarazioni

«Con il progetto – ha detto il sindaco Cristina Borroni – gli alloggi saranno valorizzati con uno specifico piano autorizzato da Regione Lombardia convertendosi da Servizi abitativi pubblici (Sap) a Servizi abitativi sociali (Sas) con un’ipotesi di vincolo a questo uso per 24 anni. Saranno affittati in modo permanente e a canone calmierato a nuclei familiari, anche composti da una sola persona, che non riescono a sostenere un affitto o un mutuo sul mercato ma non hanno i requisiti per una casa popolare».

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