Castellanza, Lega spaccata tra Lista e Pagani. «Andiamo con chi dà garanzie»

Il segretario della Lega Guerini con Lista. La foto, scattata al congresso di FdI, ha fatto molto discutere

CASTELLANZA – “Al timone la follia e ci troviamo in alto mare”. Anno 1985 e voce di Loredana Bertè. Canzone perfetta per descrivere, a poco più di un mese dal voto amministrativo, la situazione caotica in casa Lega e nel centrodestra a guida del Fratello Luciano Lista. Il quale però, a questo punto, rischia di rimanere “figlio unico”. O quasi.

Ma andiamo con ordine, dopo la fumata nera che si è alzata dall’incontro in casa Lega ieri sera lunedì 7 aprile. E più passano i giorni e più si allontana la possibilità di vedere il simbolo della Lega sulla scheda elettorale. «Ipotesi più che plausibile», confida, con disagio, qualche uomo del Carroccio.

Nulla di deciso

Fino a questo momento il Carroccio di Castellanza ha brillanto per essere ondivago: prima su Pagani, poi dietro front e avanti con Lista e ora in stan by diviso tra chi vuole (e di fatto già lavora con Siamo Castellanza) e chi invece punta sulla coalizione di partito e sta con Lista. In due parole: Lega spaccata. E anche l’incontro decisivo per rompere gli indugi, in realtà è finito con un nulla di fatto.

Lo dice il segretario cittadino Thomas Guerini: «Per il momento non sciolgo le riserve. Dopo la riunione di ieri ci prenderemo ancora qualche giorno di riflessione interna per decidere i nostri candidati in lista e a chi andrà il nostro sostegno per la corsa a sindaco in relazione agli accordi e alle garanzie che ci verranno date. So che manca poco al termine ma non è una partita a chi arriva prima, ma a chi arriva meglio. La nostra priorità come Lega, sia a livello locale che nazionale, va all’unità della sezione che da segretario ho l’onore e l’onere di rappresentare e ascoltare. Nei prossimi giorni comunicherò la nostra posizione ad accordi chiusi».

Accordi chiusi. Su più tavoli e Lista in campo

La sensazione è che gli accordi ognuno li ha fatti per conto proprio e li abbia anche già chiusi. Da una parte e dall’altra. (Angelo Soragni, leghista, lavora fin dall’inizio al progetto di Pagani. Come può tornare indietro?). Anche perché, altrimenti, non si capirebbe questa difficoltà a fare un passo in un senso o nell’altro. Risultato: Luciano Lista resta alla finestra e fa sapere che non ha alcuna intenzione di fare un passo indietro. Anche perché prima dell’esplosione del pasticcio Lega, il centrodestra sembrava andare d’amore e d’accordo. Sembrava, appunto.

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