CERRO MAGGIORE – Toni sempre più accesi sul piano politico a Cerro Maggiore (nella foto, il consiglio comunale). A infiammare la polemica è, tanto per cambiare, l’ex discarica con l’annesso piano di riqualificazione ambientale della giunta Berra. Dopo aver chiesto un referendum consultivo, nei giorni scorsi il Pd di Cerro e Cantalupo si è spinto a sollecitare l’amministrazione comunale a dare le dimissioni in questi termini: «Riteniamo che procedere tra una falsa apertura alla partecipazione e decisioni già prese sia un tradimento del mandato istituzionale. Chi governa deve farlo nell’interesse della collettività, non con logiche di blindatura o delega ai soggetti privati. Per questo chiediamo all’amministrazione un cambio di passo netto e immediato nella gestione del progetto, l’interruzione dell’iter finché non verrà ristabilito un reale processo di confronto con la cittadinanza e, se davvero non si ritiene in grado di difendere il territorio e rappresentare i cittadini, di rimettere il proprio mandato».
«Le colpe dei Dem non si cancellano»
Come se non bastasse, il centrodestra lamenta come «in questi giorni si moltiplichino gli attacchi diretti e personali a membri dell’amministrazione e più in generale al nostro gruppo. Questo modo di fare politica, vecchio e sbagliato, punta a destabilizzare il sistema, cercando visibilità momentanea, per far dimenticare gli orrori del recente passato».
In una nota congiunta diffusa oggi, giovedì 26 giugno, Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia tornano sulla richiesta di dimissioni avanzata dai Dem. E contrattaccano con parole altrettanto dure. «Ci spiace dover tornare sulle dichiarazioni del Partito democratico locale che, per bocca del suo segretario Donato Barbano, ha chiesto le dimissioni di tutta la giunta comunale sulla questione del recupero ambientale del Polo Baraggia. Evidentemente in difficoltà, il Partito democratico si dimentica i contenuti e soprattutto l’inerzia dei suoi assessori nel recente passato.
«Ci chiediamo: dov’erano Donato Barbano e il Pd nel 2009 quando fu chiuso l’accordo di programma? Erano in silenzio a sostenere quell’amministrazione? E dov’era Donato Barbano quando il Comune di Cerro venne commissariato dal prefetto per le gravi divisioni della maggioranza dovute anche alla sua discutibile gestione della Farmacia Comunale? Ebbene, molte sarebbero le domande che vorremmo fare a Barbano, e più in generale al Partito democratico, ma non vogliamo dar loro visibilità, perché il loro operato già li rappresenta, anche se un dubbio ci sfiora: non è che questa polemica serva a coprire la commissione d’inchiesta che vuole far luce sulla chiusura dell’accordo di programma? Se l’intento del Pd fosse quello di affossare sul nascere la commissione d’inchiesta – concludono i partiti della maggioranza – a loro rispondiamo come avrebbe fatto Matteo Renzi: “Stia sereno il segretario del Partito democratico” che il lavoro della commissione andrà avanti e tra poche settimane tutto sarà più chiaro».
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