Chiude la fondazione Montevecchio di Samarate. È scontro in consiglio

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SAMARATE – La Fondazione Montevecchio di Samarate è stata messa in liquidazione. Ora la gestione passerà in mano al Comune, che prenderà carico della manutenzione straordinaria e ordinaria della storica villa. La conferma è arrivata in occasione del consiglio comunale di ieri sera, 29 dicembre, dopo una serie di botta e risposta che hanno messo su due posizioni decisamente opposte le due coalizioni. Infatti, se per la maggioranza «la fondazione non sembra più essere nelle condizioni di proseguire con le attività per cui era nata», come ha spiegato il capogruppo con delega al bilancio Leonardo Tarantino, la minoranza è di tutt’altra visione. Come ha specificato il consigliere Rossella Iorio (Progetto Democratico): «Siamo preoccupati. Farsi carico di un’ulteriore opera, per quanto possa essere un simbolo in città, sarà un problema per il Comune che graverà anche negli anni futuri». Una questione di costi, quindi, ma anche sociale, che mira a portare in villa associazioni ed eventi. Se sarà possibile.

«La fondazione non ricava utili»

A prendere parola per la maggioranza è stato Tarantino, spiegando i motivi che hanno spinto l’amministrazione guidata dal sindaco Enrico Puricelli a puntare sulla liquidazione. E per la quale sono già stati stanziati 85mila euro. «In questo anno e mezzo sono state fatte una serie di valutazioni», ha detto. «La fondazione non riesce più a fare quello per cui era nata, ovvero gestire un bene – attraverso affitti o eventi di ogni genere – per ricavare utili da investire sulla manutenzione ordinaria e straordinaria della villa». Vien da sé che «la soluzione era metterla in liquidazione». E così è: «Appena dopo le feste di gennaio, si svolgerà l’assemblea dei soci della fondazione Montevecchio. Subito dopo il consiglio di amministrazione nominerà il liquidatore». A quel punto il «bene verrà restituito al Comune e, quando ne avrà pieno possesso, inizierà a gestirlo».
Da un punto di vista sociale, invece, la proposta della maggioranza è una “Casa delle associazioni”. L’idea è di «riconsegnare la fruizione della villa ai samaratesi», dando una sede alle realtà associative per organizzare attività ed eventi. Anche «senza guadagnare a tutti i costi», ha concluso.

La preoccupazione delle minoranze

La minoranza è di tutt’altra idea. Anzi, come ha spiegato Iorio, c’è «grossa preoccupazione». E ha aggiunto: «Va bene che siano stati stanziati dei soldi, ma la fondazione si porta dietro anche dei debiti. E non è stato presentato nessun piano per fa fronte ai problemi che verranno: sembra una posizione politica». Dalle opposizioni ci sono dubbi anche su «ciò che potrà fare il Comune con la villa. Ben vengano le associazioni, ma questo non garantisce sostegno alla struttura; spero che le associazioni non debbano versare contributi per far tornare in vita la villa». Un pensiero anche per i lavoratori in fondazione, «che perderanno il lavoro, visto che non possono essere riassorbiti nell’organico comunale». Insomma, la domanda è: «L’amministrazione sarà in grado di far fronte alle conseguenze?». Soprattutto considerando che in città ci sono «molte strutture che richiedono interventi di manutenzione. E che non possono essere fatte per mancanza di fondi». Conclude così: «Non c’era fretta. Si poteva aprire una discussione con le minoranze e avanzare idee. Invece non ci è stato fornito nessun elemento per aprire un dibattito. Siamo stati messi di fronte a una decisione già presa».

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