Co-capoluogo, il Pd non ci sta: «Il sindaco non dia patenti su chi ha a cuore Busto»

BUSTO ARSIZIO – «Dire che il PD non ha a cuore Busto è una falsità enorme». L’ex consigliere comunale Walter Picco Bellazzi ribatte così all’accusa che il sindaco Emanuele Antonelli ha rivolto al suo partito dopo il voto contrario alla mozione sul co-capoluogo di provincia. «Io ad esempio proponevo la provincia di Busto quando lui ancora si disinteressava di politica». E il segretario Dem Paolo Pedotti nega che ci siano state le pressioni esterne ventilate dal capogruppo della Lega Simone Orsi, bollandole come «ricostruzioni fantasiose».

Bellazzi: No Provincia? Colpa Lega

Sulla questione del co-capoluogo non ci sta a sentire le accuse di Antonelli uno dei “padri nobili” del PD di Busto, l’avvocato Walter Picco Bellazzi. «Il sindaco non può dire che il PD non vuole bene a Busto. Personalmente, avevo già proposto Busto provincia perché ho sempre avuto la città nel palmo della mano, mentre lui ancora si disinteressava totalmente di politica». Era il 1992, e Picco Bellazzi ricorda che aveva chiesto all’allora deputato Carlo Stelluti di «presentare una proposta di legge per istituire la provincia dell’Alto Milanese. All’epoca c’era l’accordo con tutti i sindaci del territorio, tranne Gallarate: avevamo fatto anche una mozione d’indirizzo e un convegno. Poi però arrivò Tangentopoli con la fine anticipata della legislatura e dopo la provincia fu affossata dalla Lega. Eravamo in minoranza e non ci avevano ascoltati». Sull’attuale sfida del co-capoluogo invece l’ex consigliere comunale solleva un dubbio: «Bisognerebbe capire se Varese ci sta, non penso che l’attuale capoluogo stia con le mani in mano. Io continuo a pensare che se a suo tempo avessimo aderito alla città metropolitana di Milano qualche vantaggio lo avremmo avuto. Prima di tutto in termini di gestione sovraterritoriale, mentre noi oggi siamo ai confini di una provincia».

Pedotti: «Niente pressioni»

Si rivolge invece al capogruppo della Lega Orsi, che si è detto «deluso dal Pd», il segretario cittadino Dem Paolo Pedotti: «Per discutere del co-capoluogo sono state rinviate interrogazioni e richieste di chiarimento alla Giunta su temi concreti che riguardano direttamente la vita quotidiana dei cittadini: dagli allagamenti nell’area della stazione delle Ferrovie Nord ai rilievi presentati dagli enti durante la redazione del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile. Ognuno ha le sue priorità. Non ci siamo sottratti alla discussione sul co-capoluogo e abbiamo portato il nostro contributo al dibattito. Ma per noi restano centrali i servizi, la mobilità, la qualità della vita nei quartieri e i problemi reali che i bustocchi affrontano ogni giorno. Su questi temi occorre continuare a lavorare, con serietà e senza distrazioni». E ad Orsi, Pedotti ribatte a tono: «Leggo poi una ricostruzione fantasiosa secondo cui il nostro voto sulla mozione sarebbe stato determinato da presunte “pressioni” esterne. Abbiamo discusso nel merito della proposta e votato sulla base delle nostre convinzioni, esattamente come dovrebbe fare ogni consigliere comunale».

Busto co-capoluogo, ma Varese non lo sa

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