BUSTO ARSIZIO – Commercio ancora con il “segno più”: a fine 2023 è pari a 133 il saldo tra aperture e chiusure di attività commerciali in città. Un dato che «ci conforta», come rivela la vicesindaco e assessore alla cultura e allo sviluppo economico Manuela Maffioli, che torna a fare il consueto punto della situazione. «Spicca come dato estremamente positivo quello legato alle attività ricettive, più 45», ma continua a “tirare” anche il settore della somministrazione di alimenti e bevande, con 46 esercizi in più in un anno solare.
I numeri

Affiancata dallo staff del SUAP (la dirigente Monica Brambilla e le funzionarie Francesca Sciarrone e, new entry, Eleonora Fracchiolla), l’assessore alla partita Manuela Maffioli snocciola i dati aggiornati al 27 dicembre. In tutto 185 aperture, con 113 cessazioni e 61 subingressi, mentre a fine 2022 si erano registrate più aperture (205) ma anche molte più chiusure (179), con 42 subentri, per un saldo di più 68, decisamente più basso del più 133 di quest’anno. I settori più vitali sono quello della ricettività, con ben 54 nuove aperture (un albergo, due B&B, il resto case vacanze e locazioni turistiche) a fronte di sole 9 cessazioni: 181 stanze e 388 posti letto in più, che portano il dato complessivo a 109 strutture per 789 posti letto in città. E quello dei pubblici esercizi: 36 nuove aperture «distribuite in diversi quartieri» (di cui 22 bar, un bar-pasticceria, un bar-gelateria e due bar con pasticceria e gelateria), a fronte di 23 cessazioni, con l’aggiunta di 33 subingressi. Il settore più in sofferenza, con un saldo negativo di 7 attività, è quello dell’abbigliamento. «Ma è una categoria merceologica molto presente in città – sottolinea Maffioli – credo possa essere fisiologico, almeno due cessazioni su 10 sono pensionamenti».
La lettura
In generale, «Busto resta una città a forte vocazione commerciale» “sentenzia” Maffioli. «Il fatto che la maggior parte dei settori “reggano” è di per sé un fatto positivo». Tra gli aspetti che l’assessore ci tiene ad evidenziare c’è la ripresa di via Roma, che «vede un paio di saracinesche di imminente apertura e un trasferimento da via Cardinal Tosi. È un dato a cui guardiamo con interesse e piacere, perché è una delle aree del centro su cui abbiamo cercato di far convergere sforzi ulteriori, ad es. con la clausola di priorità inserita nella prima finestra bando DUC per le vie Roma, Matteotti, Montebello e la corte dietro a piazza Garibaldi». Segno che, da parte dell’amministrazione, «c’è una coscienza molto lucida della situazione del commercio – sostiene Maffioli – mettiamo in atto accorgimenti e azioni finalizzate ad affrontare le criticità, in un contesto di serenità generale». E con i cantieri del PNRR sono in arrivo «investimenti da cui nasceranno nuove spinte propulsive».

Commercianti fiduciosi
Anche per il presidente di Confcommercio Ascom Rudy Collini la fotografia del 2023 «è indubbiamente positiva. Mediamente tengono tutti i settori, mentre le medie strutture di vendita registrano solo più 1, segno che evidentemente il territorio è saturo e non c’è più volontà di investire in questo ambito». La lettura che fa Collini è quella, da un lato, di una «fiducia nell’anno post Covid e post caro energia che ha dato una certa tranquillità agli imprenditori», ma dall’altro anche «le buone prospettive con città che cambierà volto in zone non particolarmente belle come le Nord e il Conventino e che rilancerà con la pedonalizzazione di Cavallotti-Bramante. Sono stimoli positivi per gli investitori». In chiaroscuro il presidente dei Commercianti vede il «limitato incremento dell’online sui negozi fisici» ma anche il dato dell’abbigliamento, che «è il settore più difficile, quello su cui influisce maggiormente il commercio online, ma la cui presenza fisica nelle città, sempre più digitalizzata, è ancora ritenuta strategica dai maggiori operatori del settore».
Il sondaggio improvvisato
Oltretutto, Rudy Collini si dice «fiducioso per il 2024 a partire dai dati sui flussi di dicembre, che hanno mostrato tante presenze in città, con una voglia di vivere i centri e le periferie in termini di acquisto che è ancora presente e fa ben sperare». E taglia corto sulla questione rincari dei parcheggi: «Tema relativo, che affronteremo da gennaio». Sul Natale del commercio il consigliere delegato ai negozi di vicinato Paolo Geminiani ha improvvisato un sondaggio su un campione di 20 esercizi sparsi per la città: «Per la maggior parte, l’80%, è andato bene, benissimo o discretamente, solo in 3 casi (il 15%) è andato male o malino». Il che, «pur empiricamente, dà – per Geminiani – un sentore positivo che va ad aggiungersi a dati che mostrano come Busto sia sempre più attrattiva. È importante se consideriamo che una vetrina aperta in più porta abbellimento e sicurezza».
