«Compriamoci il Cinema Italia di Somma Lombardo»

cinema italia somma

di Guido Colombo
(sindaco di Somma Lombardo dal 2005 al 2015)

Ci sono uomini e donne che nella loro comunità lasciano il segno, indicano una strada e affermano un principio, con il loro silenzioso fare. Ogni tanto si voltano, pur gelosi di quanto hanno creato, cercando qualcuno che possa continuare il cammino intrapreso per non disperdere il patrimonio costruito: un bene prezioso per ogni collettività.
guido colomboQuando prendo per mano il mio nipotino, Leonardo, e passiamo di fronte al Cinema Italia, gli racconto qualche episodio della mia vita legato a questo testimone silenzioso del tempo, e quante cose lì dentro si sono svolte nella consapevolezza di essere comunità civile.
Certo non è il teatro alla Scala o l’Elbphilharmonie di Amburgo che si staglia nel fascino delle sue avveniristiche ed altissime vele di cristallo che sembrano solcare l’Elba, ma è il Nostro teatro, è un nostro simbolo, un luogo della nostra città , come diciamo noi architetti, con la “L maiuscola”.
Perché non acquisirlo al patrimonio pubblico? Perché non trasformarlo in un brand culturale della Nostra città e del suo circondario?
Nella consapevolezza pubblica politica o civile che sia, credo che una riflessione è da farsi, perché non bastano manifestazioni e notti bianche per una crescita culturale, ma serve un progetto di lungo respiro con spazi appropriati ed il coinvolgimento dei privati.
Anche l’intervento sulle ex Fattorie Visconti, che mi rammarico non aver potuto iniziare sotto la mia amministrazione (il museo Provinciale dell’Agricoltura), ma che auguro nella piena riuscita di questo nuovo rilancio, ha un forte valore simbolico, prima che materiale.
Io chiederei alla società Patrimoniale Spes, nata sotto il mio mandato, di studiare l’opportunità di acquisire il Cinema Italia in Fondazione Culturale, non con l’obiettivo di grandi nomi, grandi spettacoli, ma per il lavoro quotidiano di una fondazione culturale consapevole del suo ruolo nel tessuto cittadino.
Per le Fattorie, inviterei il Comitato a cui dobbiamo molto, e l’Amministrazione comunale, a un lavoro molto digital, ma non banale. E’“Il restauro on line”, spiegando cosa si vuol fare di questo bene con fotografie, video, interviste ecc. chiedendo un contributo via Sms o l’acquisto di un pixel della foto del bene (esempio restauro di opere d’arte), nella direzione della partecipazione, della condivisione, della contribuzione e della conoscenza. Un’operazione, credo, attraente per un’intera generazione, oggi al governo della Città.

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