Contagio in frenata con l’incognita Milano. Riparte il gioco d’azzardo: Fontana critico

Fontana Fase 2 Lombardia

MILANO – I nuovi casi positivi si mantengono sulla linea dei giorni scorsi, a cavallo dei mille contagi al giorno, pur con una capacità di analisi dei tamponi ormai stabilmente sopra i 10mila al giorno, ma tutti gli altri numeri del bollettino regionale mostrano una sempre più decisa frenata del Coronavirus in Lombardia. Solo la provincia di Milano continua l’altalena: oggi, 24 aprile, quasi quattro nuovi casi su 10 arrivano dall’area metropolitana. Non sono sufficienti a far perdere la fiducia. «Sono dati che ci fanno pensare che c’è un forte alleggerimento per gli ospedali, stiamo pensando alla fase 2 anche per questi dati» spiega l’assessore agli enti locali e alla montagna Massimo Sertori, oggi protagonista del punto stampa di Palazzo Lombardia. «Abbiamo forti preoccupazioni per l’economia, in particolare per le partite IVA». Ma sulla ripartenza c’è un nuovo scontro con il governo nazionale: a irritare il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana è l’annuncio di voler far ripartire già da lunedì 27 aprile l’azzardo legale, il lotto e gli altri giochi nelle ricevitorie.

Il riepilogo dei numeri

Nelle ultime 24 ore in Lombardia sono stati registrati 1091 nuovi casi positivi (ieri erano stati 1073) che portano il totale a 71.256. Leggermente ridotta anche la capacità di analisi dei tamponi: 11.583 quelli processati oggi contro i circa 12mila di ieri. A conti fatti, il dato dei contagi è in linea con quello di ieri anche se la percentuale dei tamponi positivi sul totale è di poco superiore. In calo invece i decessi, che oggi sono 166 contro i 200 di ieri. Il totale delle vittime da inizio pandemia sale cosi a 13.106. Prosegue senza sosta il trend di diminuzione ormai costante dei ricoverati: quelli in terapia intensiva scendono di altre 34 unità, a 756, mentre quelli non in terapia intensiva sono 401 in meno di ieri, per un totale di 8.791. Tanto che questa mattina in commissione sanità l’assessore al welfare Giulio Gallera ha annunciato che «si sta concordando con le Ats un piano per la graduale riapertura delle attività sospese durante il picco epidemico», fino al 60-70% dei livelli pre-Covid.

I dati delle province

Sono nuovamente aumentati i contagi nella città metropolitana di Milano dove si registrano in totale 17.689 positivi con un aumento di 412 nuovi casi, di cui 246 nella sola Milano città. Ieri c’erano stati 277 nuovi casi in provincia e 105 nel capoluogo lombardo. In provincia di Varese prosegue il trend di questi giorni: altri 36 nuovi casi, ieri erano stati 38.

Le spiegazioni dell’ISS

«La gran parte delle infezioni ancora oggi si verifica fondamentalmente nelle strutture in cui si concentrano le persone anziane o disabili, la seconda quota è familiare, la terza in strutture sanitarie, una parte inferiore nelle strutture lavorative». Questi i dati svelati dal presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Silvio Brusaferro: per la precisione, nel mese di aprile il 44% di nuovi contagi è avvenuto nelle Rsa, il 24,7% in famiglia, il 10,8 in ospedale o ambulatorio e solo il 4,2% sul luogo di lavoro. L’intensità del virus, spiega Brusaferro, «si è molto ridotta, rimane comunque una circolazione che non possiamo ignorare». Secondo i dati dell’ISS, in tutta Italia ci sono ancora 106 comuni in 9 regioni considerati “focolai”, ma l’indice di trasmissibilità del virus è sotto quota 1, fra 0,2 e 0,7.

Riparte l’azzardo, unica certezza

Sulla “Fase due” s’innesca oggi una nuova polemica, a proposito della ripartenza annunciata dell’azzardo di Stato, già fissata a gradi tra il 27 aprile e l’11 maggio, per Lotto, Superenalotto e affini. «Vogliamo riaprire le attività, ma con buonsenso e sicurezza – sottolinea il governatore Attilio Fontana – la Lombardia ha fatto alcune proposte, ma al momento da Roma hanno ben chiare solo le aperture sull’azzardo: 10&Lotto, Millionday, Winforlife e Winforlife Vincicasa, dal 27 aprile e poi via via tutto il resto fino alle scommesse e alle slot machine l’11 maggio. Noi non siamo d’accordo. È un segnale sbagliato per la lotta alla ludopatia e pericoloso per gli assembramenti». Un tema su cui in scia con Fontana c’è anche il sindaco Pd di Bergamo Giorgio Gori: «C’è l’Italia bloccata e non sappiamo niente di preciso sulla riapertura di imprese, negozi e scuole – il tweet amaro del rivale di Fontana alle ultime regionali – tutto chiaro invece sull’azzardo, per lo Stato la prima industria da far ripartire».

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