LONATE POZZOLO – È stato un percorso umano, ancor prima che teatrale, quello che – domenica 22 marzo – è culminato con l’esibizione degli studenti dell’istituto comprensivo Carminati di Lonate Pozzolo al Teatro Sociale di Busto Arsizio. Con il loro spettacolo, liberamente ispirato al romanzo “Per questo mi chiamo Giovanni” di Luigi Garlando, i giovani alunni della scuola lonatese hanno portato un messaggio di legalità e responsabilità civile agli oltre 600 spettatori che hanno riempito la sala.
Legalità, coraggio e responsabilità
L’idea dello spettacolo è nata all’interno del progetto Legalità dell’istituto, un percorso educativo – ormai consolidato – che mira a formare cittadini consapevoli, responsabili e attenti ai valori di giustizia e rispetto. Iniziativa che, con la mostra collegata, ha ricevuto anche il riconoscimento di Regione Lombardia, e che si inserisce nel più ampio impegno dell’istituto nella rete del Centro di Promozione della Legalità della provincia di Varese. Sotto la guida delle insegnanti Domenica Musumeci e Melissa Derisi, gli studenti hanno intrapreso un confronto con temi come il coraggio, la responsabilità e la memoria civile. E la scena proposta al pubblico – il dialogo tra un padre e un figlio sul significato del nome Giovanni, in riferimento a Giovanni Falcone – ha rappresentato uno dei momenti di maggior intensità del progetto.
Un’occasione per crescere
L’esibizione è stata resa possibile grazie all’invito della Fanfara di Lonate Pozzolo, che ha offerto ai ragazzi l’opportunità di esibirsi in un teatro di prestigio. «Salire su un palco così importante – spiegano dalla scuola – è stata una vera e propria sfida personale per i ragazzi. Un’esperienza che li ha visti crescere non solo come studenti, ma come giovani cittadini consapevoli». L’intero lavoro di preparazione è stato realizzato senza alcun finanziamento, ma soltanto grazie all’impegno delle docenti coinvolte. «I ragazzi hanno risposto con entusiasmo, serietà e partecipazione, dimostrando maturità e autenticità nell’affrontare l’emozione del palcoscenico e nel farsi portavoce di un messaggio così importante».
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