BUSTO ARSIZIO – «Co-capoluogo? Fa bene Varese a prendersela. Busto Arsizio può essere il centro gravitazionale di una nuova Provincia che comprenda Gallarate e Legnano, ma anche Saronno». Anche l’ex presidente del consiglio comunale Diego Cornacchia prende posizione nel sempre caldo dibattito sulla proposta avanzata dai leghisti Orsi e Speroni di una provincia con un doppio capoluogo, aggiungendo Busto Arsizio accanto a Varese. «Sarebbe la 13esima provincia lombarda – fa notare Cornacchia – una provincia metropolitana più vicina a Milano. Perché in fondo noi bustocchi ci sentiamo più milanesi».
«Varese? Non ha tutti i torti»
Busto Arsizio co-capoluogo di provincia non convince un veterano della politica cittadina come Diego Cornacchia. «Penso che Varese abbia le giuste ragioni per recriminare sulla richiesta di Busto – sostiene l’ex presidente del consiglio, tornando sulle polemiche seguite all’uscita del consigliere comunale varesino Luca Boldetti – la Provincia fu istituita nel 1927 quando Busto Arsizio di fatto era ancora un borgo mentre Varese era già la Città Giardino con i milanesi che vi soggiornavano nelle ville liberty. Sarebbe stato comprensibile se Busto avesse avanzato questa richiesta nel secondo Dopoguerra, quando il fiorire delle industrie l’aveva trasformata nella Manchester d’Italia, non a distanza di cento anni solo perché abbiamo qualche migliaio di abitanti in più».
La nuova Provincia
Ecco perché, per Cornacchia, questa proposta del co-capoluogo «fa un po’ sorridere e fa incazzare i varesotti. Potrebbe invece venire avanti la proposta di una nuova Provincia tra Busto Arsizio, Gallarate e Legnano perché noi oggi gravitiamo nella città metropolitana e abbiamo poco a che vedere con la zona nord che gravita su Varese. I milanesi vengono qui a vivere, i bustocchi vanno a Milano a lavorare, Busto oggi è un centro gravitazionale a giusta distanza da Milano, ancor più di Monza che è a due passi da Milano». Insomma, tramontati i tempi dell’abolizione delle province, per l’ex presidente dell’assemblea di palazzo Gilardoni è ora di tornare alla carica: «Chiamiamola BLG e BGL – l’acronimo suggerito da Cornacchia dai nomi delle città di Busto Arsizio, Legnano e Gallarate – oggi è un’iniziativa che si può portare avanti. Ci sono province come Massa Massa Carrara da 180mila abitanti o Isernia che ne ha appena 80mila. Qui mettendo insieme le città principali e quelle circostanti arriveremo facilmente a 400mila».
L’appello: via all’iter
E allora la sfida dovrebbe essere quella di una nuova Provincia. «Per essere avvalorata ci vuole l’adesione di un terzo della popolazione e il parere favorevole non vincolante di Regione Lombardia, che non credo possa disdegnare una nuova provincia che darebbe lustro alla Città metropolitana e alla Regione. Sarebbe più ragionevole e meno disdicevole rispetto al co-capoluogo. Avremmo autonomia, prefetto e parte della città metropolitana. La nostra è una provincia metropolitana, perché noi a Busto ci sentiamo più milanesi». Ora tocca ai rappresentanti delle istituzioni avviare l’iter: «La deputata Maffioli formuli questa proposta di legge – l’appello di Diego Cornacchia – eventualmente da riprendere nella prossima legislatura».
Co-capoluogo, Orsi (Lega): «Busto se lo merita. Chi si oppone poi non chieda voti»
busto arsizio cornacchia provincia – MALPENSA24
