La crisi di giunta di Legnano preoccupa Busto: che ne sarà di Accam?

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BUSTO ARSIZIO – La crisi di giunta di Legnano crea timori anche a Busto Arsizio. Tanto che la politica cittadina sta seguendo con grande attenzione quel che sta accedendo ai vicini. L’arrivo, quasi certo, del commissario prefettizio a Palazzo Maliverni, infatti, potrebbe avere anche ripercussioni sulla già complessa e intricata vicenda Accam.

La caduta della giunta Fratus, infatti, spacca l’asse portante dei Comuni soci di Accam, costituito da Busto, Legnano e Gallarate, le tre città più grandi e che in società detengono la maggioranza delle quote. Tanto più che da sempre le scelte portate avanti sull’inceneritore sono state fatte dai tre soci più grandi. I quali però hanno sempre giocato anche un ruolo di raccordo politico con i Comuni di più piccole dimensioni dei loro territori di riferimento: Busto per la Valle Olona, Gallarate per l’area Malpensa e Legnano per l’Alto Milanese.

Ora però a Legnano si apre uno scenario completamente differente. E con l’arrivo del commissario prefettizio la politica, intesa come scelte, dovrà lasciar spazio a una conduzione puramente amministrativa. Anche su Accam. E in un momento molto delicato, in quanto le questioni sul tavolo sono molto complesse.

E’ chiaro che i Soci di Accam si stanno chiedendo cosa succederà, anche perché il commissariamento si annuncia piuttosto lungo, mentre sull’inceneritore servirebbero risposte sul breve. E non è detto che chi verrà chiamato a reggere il governo della città a Palazzo Maliverni possa, voglia o abbia il potere di prendere determinate decisioni. Anche sulla base delle ultime evoluzioni dettate da una risposta della Corte dei conti che ritiene restrittive le percentuali del fatturato dei soci per stabilire l’in house della società. Nodo che dovrà essere sciolto quanto prima.

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