LEGNANO – Amga non ha tollerato che un consigliere comunale nell’ambito delle sue funzioni sia intervenuto mettendo in discussione l’anomalo aumento della tariffa del teleriscaldamento deciso unilateralmente dalla società e avallato con un silenzio accondiscendente dalla Giunta Radice. Non si tratta dell’aumento connesso al costo del gas, che pur dovendo essere verificato, sarebbe comprensibile, ma di un aumento aggiuntivo motivato con la crescita del costo dei certificati neri, cioè dei titoli che Amga deve acquisire per compensare le emissioni di anidride carbonica. Questa variazione della tariffa non risulta consentita dai contratti con gli utenti.
Avendo chiesto che si facesse chiarezza e che si aprisse un confronto su questo tema, il sindaco mi ha replicato con un comunicato rabbioso, accusandomi addirittura di populismo e di speculazione a fini di parte. Ora Amga è andata oltre perché è intervenuta nella polemica politica, accusando chi chiedeva chiarezza e un confronto di essere un “professionista dell’improvvisazione” e prospettando una sua tutela in altre sedi. In parole più chiare, come risulta anche dalla corretta interpretazione del giornalista, che ha redatto l’articolo qui sotto riportato, Amga ha minacciato azioni legali contro chi ha osato sollevare critiche e chiedere spiegazioni.
È questo un gesto incomprensibile e molto grave, oltre che una caduta di stile, perché mira a limitare le funzioni di un consigliere comunale, ma nel contempo è un gesto ridicolo perché questa minaccia è del tutto inconsistente e non può nel caso specifico impressionare un avvocato di fin troppo lunga esperienza.
Non è facile individuare le ragioni di queste reazioni spropositate ma si può azzardare una possibile spiegazione.
L’Ad pensi ai problemi della società
L’amministratore unico di Amga, dopo aver assecondato la manovra affaristica e politica di salvare Accam dal fallimento e di mantenere in vita un inceneritore inutile, obsoleto ed inquinante esponendo la società a concorrere, tramite la partecipata Neutalia, a subentrare in circa 15 milioni di debiti, è giunto al capolinea. Il suo mandato era scaduto nell’autunno del 2020 ed è stato prorogato sino all’approvazione del bilancio del 2021, che dovrebbe avvenire prima della prossima estate. Risulta che sono in corso trattative informali per sostituirlo con un consiglio di amministrazione di tre componenti e che qualche sindaco dei Comuni soci di Amga abbia proposto di nominarlo comunque nel nuovo organo amministrativo. Evidentemente è stato apprezzato il suo apporto nell’affare dell’inceneritore.
Le critiche verso la sua gestione passata di Amga a questo punto potrebbero interferire sulla sua nuova nomina e quindi non sono tollerate. Comunque, sia esatta o meno questa interpretazione, farebbe meglio a rispettare il suo ruolo, a occuparsi dei problemi della società determinati dai costi enormi del salvataggio di Accam e del suo inceneritore oltre che di giustificare seriamente l’aumento della tariffa aggiuntivo a quello connesso al costo del gas.
Sarebbe infine doveroso che il sindaco di Legnano o l’assessore competente glielo ricordassero.
Franco Brumana
(Capogruppo Movimento dei Cittadini)
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