LEGNANO – Approvato dalla giunta comunale di Legnano, su proposta dell’assessore alle opere pubbliche Marco Bianchi, il progetto esecutivo per la ristrutturazione dell’edificio “ex Casa del balilla” in via Milano (nelle foto). Si tratta di uno dei tre interventi candidati dall’amministrazione comunale attraverso Città metropolitana al Programma innovativo per la qualità dell’abitare (Pinqua), che ha un quadro economico di 2.624.850 euro finanziati per 2.250.000 con fondi Pnrr, 149.850 con risorse proprie di bilancio e per 225.000 euro con risorse dal Fondo opere indifferibili (Foi).
Palestra e centrale di telemonitoraggio alloggi Sap
Il progetto per il restauro e la ristrutturazione dell’edificio, che ospiterà al primo piano la centrale di telemonitoraggio per gli alloggi pubblici (Sap) e che comprende il recupero della storica palestra, è stato redatto da un team di imprese che ha la capogruppo mandataria nell’Atelier(s) Alfonso Femia, cui si devono significativi interventi di rigenerazione urbana in Italia e all’estero, quali i dock di Marsiglia.
Bianchi: «Restituito edificio chiuso da 20 anni»
«Fra i diversi interventi di rigenerazione urbana di cui si sta occupando l’amministrazione comunale –sottolinea Bianchi – questo merita un’attenzione particolare per l’importanza e il pregio architettonico dell’edificio di impronta razionalista. Con il restauro dell’immobile e il suo efficientamento energetico potremo, insieme, dotare il territorio di un servizio come il telemonitoraggio per le persone fragili negli alloggi Sap e recuperare un bene storico mettendo a disposizione delle società sportive una palestra che da oltre vent’anni era inaccessibile».
Ecco come diventerà

Il progetto, riguardando un immobile storico costruito nel 1933, si basa su un lavoro preliminare di conoscenza dello stato dell’edificio che comprende l’analisi dei materiali e la loro condizione in ogni punto della superficie. Sulla base di queste analisi è stata redatta una “tavola di restauro” con le indicazioni dei trattamenti cui dovranno essere sottoposti i diversi materiali. L’intervento restituirà l’immobile nella sua configurazione originaria, quindi implicherà la rimozione delle coperture a falde, oggi in cattive condizioni, aggiunte negli anni Cinquanta: questa rimozione permetterà di liberare le finestre e la copertura piana, dove saranno installati i pannelli fotovoltaici, e i lucernari conservatisi fino a oggi.
Sempre per la parte esterna si provvederà al restauro del portone d’ingresso e alla sistemazione del piazzale antistante, che sarà liberato dai parcheggi e tornerà alla sua vocazione pedonale. L’interno vedrà il rifacimento degli impianti, il restauro dei pavimenti e delle murature, l’installazione di un ascensore, una nuova partizione per gli spogliatoi. La palestra conserverà le sue dimensioni attuali (290 mq), sarà rivestita in listelli lignei e vedrà la sostituzione dei serramenti. Di particolare interesse il restauro della scala, il cui disegno riprende quello della scala progettata dall’architetto Piero Portaluppi in villa Necchi Campiglio a Milano.
Lavori di due anni a partire dalla bonifica
Trattandosi di un’opera di rigenerazione urbana, l’efficientamento energetico richiesto esclude l’utilizzo delle caldaie a gas e comporterà l’allaccio alla rete del teleriscaldamento, oltre all’aggiunta di pannelli fotovoltaici sulle coperture. L’edificio vedrà così ridotto il suo fabbisogno energetico a un quinto.
La gara per l’esecuzione dei lavori è stata lanciata negli ultimi giorni di giugno e l’apertura delle buste con le offerte è prevista per settembre. Primo intervento da effettuare sarà la bonifica degli elementi in amianto. I lavori potrebbero partire alla fine del 2023; la loro durata è stimata in due anni.
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