BUSTO ARSIZIO – Dalla strada alla dignità ritrovata. I dieci anni che hanno cambiato la vita di Gianluca, 53 anni, ex senzatetto al dormitorio della stazione, che dopo aver vissuto per tre anni nella Residenza Magistrelli-Armiraglio di via Catullo, è riuscito a rifarsi una vita e ad affittare un appartamento «che per lui è un sogno», come lo definisce Paola Magistrelli, che dirige la Fondazione Giannina e Annibale Tosi, realtà bustocca del terzo settore che da 15 anni aiuta le persone ad uscire dalle difficoltà.
«RdC? No grazie»
“Non voglio il Reddito di Cittadinanza, voglio un lavoro“. Con queste parole, semplici ma chiarissime, Gianluca tre anni fa aveva colpito Paola Magistrelli, che ha ereditato da papà Pietro la vocazione per l’impegno a favore dei più fragili. Lei ed Ettore Mazzucchelli, altro figlio d’arte (il padre Franco è stato il promotore del dormitorio della stazione, tanto che glielo hanno intitolato) e presidente della Fondazione Tosi, lo chiamano sempre «ragazzo», nonostante i 53 anni, e raccontano la sua storia come un emblema dello scopo sociale della loro attività. «Passaggi e ripartenze è il nostro motto» ricorda Mazzucchelli. Un percorso di rinascita verso l’autonomia e la stabilità.
La storia
Gianluca viveva già da circa 7 anni al dormitorio della stazione FS, quando ha conosciuto Federico Riva (un altro figlio d’arte, papà Alberto è una colonna degli Alpini ed è segretario di Forza Italia), che ha preso a cuore la sua vicenda. Era riuscito a trovargli un lavoro come addetto alla manutenzione dei giardini al Mizar Park sul Sempione, condizione che gli imponeva di lasciare il dormitorio, ma con un contratto a tempo determinato nessuno gli affittava una casa perché non era in grado di presentare cauzioni e garanzie.
Il riscatto
Un limbo da cui è uscito grazie alla Residenza Magistrelli-Armiraglio di via Catullo, dove la Fondazione Giannina Tosi accoglie persone in situazioni di emergenza abitativa in cambio di una retta di 300 euro al mese, soli 10 euro al giorno. «È un gran lavoratore, tutti i giorni va e torna con la sua bicicletta, ma aveva bisogno di una casa ma anche di una rieducazione alla vita – raccontano Paola Magistrelli ed Ettore Mazzucchelli – gli abbiamo insegnato il valore dei soldi e del risparmio, a partire dalla “schiscetta” portata da casa al posto della pausa pranzo. In tre anni vissuti in Fondazione è riuscito a mettere da parte i soldi per pagare cauzioni, allacciamenti e certificazioni dell’appartamento, per rifarsi un’identità e ricrearsi una dignità». Una nuova vita per davvero.
Il lieto fine
Ora Gianluca vive in un appartamento in affitto con riscatto a Busto Arsizio: «Per lui è un sogno – rivela Paola Magistrelli – avrebbe potuto anche comprarsi una casa tutta sua, ma senza una garanzia le banche non gli concedono il mutuo». Il lieto fine questa volta è arrivato, e in Fondazione sono orgogliosissimi: «Abbiamo fatto tutto noi in questo caso. Con il cuore – fa notare Ettore Mazzucchelli – ci piacerebbe instaurare delle collaborazioni più strette con i servizi sociali dei Comuni del territorio per avere quel sostegno che può permettere replicare un esempio di riscatto come quello di Gianluca». Attualmente sono 14 gli ospiti della Residenza di via Catullo, e altri percorsi analoghi – la durata media dell’accoglienza è di due-tre anni – si stanno completando. Per info e donazioni: www.fondazionetosi.it.
I 15 anni della Fondazione Giannina Tosi a Busto: «Qui chi è in difficoltà può ripartire»
