Dall’esercito ai profughi ai detenuti, nuova ipotesi per l’ex caserma di Legnano

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LEGNANO – Da sede dell’esercito per carristi e bersaglieri a casa di reclusione. La caserma dismessa in viale Cadorna a Legnano (nella foto, uno degli ingressi) potrebbe rientrare fra quelle destinate a tamponare l’emergenza-carceri nazionale secondo quanto annunciato ieri, domenica 13 agosto, dal ministro della giustizia Carlo Nordio.

Dopo il suicidio di due detenute in un giorno nel carcere delle Vallette di Torino, Nordio ha espresso la sua vicinanza ai carcerati, alle prese con croniche difficoltà di sovraffollamento e scarsità di servizi. Dall’inizio dell’anno si contano ben 43 suicidi nelle carceri italiane, 16 solo tra giugno e agosto. Secondo i dati resi noti dall’associazione Antigone, in Italia sono detenute 10.000 persone in più dei posti disponibili, con un tasso di sovraffollamento in alcuni casi del 121%. Preoccupati anche i sindacati del personale carcerario, che per contro risulta in larga misura insufficiente.

Carceri sovraffollate fino al 120%

La soluzione prospettata dal ministro della giustizia è quella di reperire nuovi spazi per i detenuti ritenuti meno pericolosi. «Cercheremo una detenzione differenziata fra i detenuti molto pericolosi e quelli di modestissima pericolosità sociale – ha detto Nordio – La soluzione può essere risolta con lʼutilizzo di molte caserme dismesse». Sparata ferragostana o obbiettivo serio e concreto? Sarà il tempo a dirlo.

Nel frattempo, è partita la ricerca su tutto il territorio nazionale delle possibili caserme da destinare ad accogliere detenuti in sicurezza. In Italia, secondo i dati più recenti dell’Agenzia del Demanio che risalgono al 2015, ci sono 1.500 caserme non più utilizzate o abbandonate; molte sono nei centri abitati e in condizioni fatiscenti. Per quella di Legnano, chiusa nel 2005 e in condizioni migliori di tante altre, in passato (correva il 2015) si era ipotizzato un riutilizzo per ospitare i richiedenti asilo, allestendo una tendopoli con 300 posti; idea però rimasta sulla carta.

Nordio: «Riutilizzare gli edifici dismessi»

Il suo adattamento a casa di reclusione appare in ogni caso difficile, soprattutto a causa dei costi che comporterebbe. Anche se, come ribadito da Nordio, costoso e difficile è anche costruire un carcere ex novo, mentre per il Guardasigilli «usare strutture perfettamente compatibili con la sicurezza in carcere è la soluzione su cui bisogna iniziare a lavorare». Nel frattempo, alcuni spazi esterni della caserma di Legnano, gli ex magazzini dell’artiglieria, sono in corso di ristrutturazione per essere destinati alla Croce Rossa, alla Protezione civile e ad alcuni servizi di quartiere.

Il progetto del ministro si affiancherà ad altre iniziative, come la ricognizione sugli interventi di edilizia penitenziaria in corso, a partire degli 8 nuovi padiglioni con 640 camere detentive previsti dal Pnrr. I detenuti che potrebbero essere trasferiti nelle caserme dismesse sarebbero alcune migliaia sugli oltre 57.000 attuali. Toccherà ai provveditorati regionali dell’amministrazione penitenziaria censirle, contattando Demanio e ministero della Difesa.

Allo studio anche altre misure

Il governo punta inoltre a misure alternative alla detenzione, in continuità con la riforma Cartabia, all’incremento del personale e alla diffusione in carcere di un lavoro formativo e professionalizzante dopo l’accordo sottoscritto allo scopo con il Cnel lo scorso 13 giugno. Insomma, nuovi spazi sì ma non solo.

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