MILANO – A difesa della sanità lombarda insorge Attilio Fontana, presidente della Regione. Una presa di posizione contro la classifica del ministero della Salute sulla qualità delle cure regione per regione. La Lombardia è posizionata al settimo posto, dopo diversi anni sul podio, primato ora cancellato di botto. La causa? Il parametro che prende in considerazione il cosiddetto distretto, relativo alla medicina territoriale che, in Lombardia, non garantirebbe parametri sufficienti a riconoscerle efficienza e funzionalità. Il risultato è la retrocessione. “Una puttanata” esplode Fontana, che contesta i criteri utilizzati dal ministero per stilare la classifica, che egli ritiene inaccettabili, frutto di cose cervellotiche. “Un metodo – continua – che non ha niente a che vedere con il funzionamento della sanità, utilizzato per penalizzarci. Sono dati che si fondano su questioni che non c’entrano niente, codici interpretabili in differenti modi, tra diverse aziende sanitarie e Regioni”. L’intemerata prende i contorni di una rivolta politica, all’interno del centrodestra, tra Milano e Roma. Sottolinea il governatore: “Quello che succede a Roma ci riguarda fino a un certo punto. Anzi, non vogliamo neanche pensare che ci riguardi”.
Niguarda miglior ospedale italiano
Attilio Fontana ricorda quindi che, proprio ieri (26 febbraio), Newsweek ha detto che il migliore ospedale italiano tra i 250 top nel mondo è il Niguarda e cinque dei primi dieci sono lombardi. Uno dei due dice una puttanata”, tuona ancora Fontana senza però tenere in considerazione qual è il parametro – la medicina territoriale – che ha fatto crollare il risultato finale della Lombardia. Poi ancora, riferendosi al Circolo di Varese: “vedo anche il mio grande ospedale di Varese che è comunque 16esimo nella graduatoria, vuole dire che la qualità di tutti gli ospedali è eccellente, che la qualità di tutta la nostra sanità è eccellente. Quindi ‘non ragioniam di lor, ma guarda e passa’”.
Il Pd ribadisce: “Regione immobile”
Nella querelle interviene Samuele Astuti, consigliere regionale del Partito democratico: “Quel che c’è di inaccettabile- replica a Fontana – non sono le classifiche del ministero, che tra l’altro arrivano dopo altre che avevano già sottolineato la caduta del servizio sanitario lombardo rispetto a quello di altre regioni, ma, piuttosto, l’immobilismo della giunta lombarda che ha fatto lievitare le liste d’attesa e indebolito la medicina territoriale, lasciati soli medici e infermieri e impedito peraltro ai cittadini lombardi di potersi esprimere attraverso un referendum. Di questo discuteremo nella conferenza regionale che terremo il 14 e 15 marzo prossimo a partire dalla nostra proposta di legge iniziativa popolare per la quale abbiamo raccolto 100 mila firme”.

