VARESE – Oltre 26mila persone con diabete seguite da Asst Sette Laghi, di cui più di 25mila con diabete di tipo 2 e circa 1.200 con diabete di tipo 1 e Lada. A cui si aggiungono più di 18mila prestazioni di educazione diabetologica, oltre a migliaia di pazienti seguiti attraverso sistemi di monitoraggio continuo della glicemia e dispositivi integrati con microinfusore. Sono i numeri di un’attività assistenziale sempre più articolata, che vede la Struttura complessa di Diabetologia di Asst Sette Laghi impegnata non soltanto negli ospedali, ma anche sul territorio.
Una rete per il diabete
L’obiettivo è quello di garantire una presa in carico continuativa, personalizzata e il più possibile vicina alla vita quotidiana delle persone con diabete. Il tema sarà al centro del convegno in programma sabato 19 settembre alle Ville Ponti di Varese, dal titolo “Varese, il diabete al centro – Diabetologia Asst Sette Laghi e Medicina Territoriale Unite”. Il progetto nasce dalla necessità di consolidare ulteriormente la collaborazione tra diabetologi, medici di assistenza primaria, professionisti sanitari, servizi territoriali e associazioni dei pazienti, costruendo percorsi condivisi soprattutto per i pazienti più fragili. L’appuntamento di sabato è stato presentato questa mattina, mercoledì 16 settembre, a Villa Recalcati, in una sala convegni gremita, a dimostrazione dell’interesse sul tema per una patologia i cui numeri continuano a crescere. «È una pandemia – ha detto Cristina Romano, direttrice della Struttura Complessa di Diabetologia di Asst Sette Laghi e responsabile scientifico del convegno – sono 350mila i nuovi casi ogni anno in Italia».
Ospedale e territorio
«Il diabete è una malattia che richiede continuità e integrazione – ha aggiunto Romano – la persona con diabete non vive la propria malattia all’interno dell’ospedale: la gestisce ogni giorno a casa, sul territorio, insieme al proprio medico di famiglia e agli altri professionisti che la accompagnano. Per questo è fondamentale costruire una rete nella quale ogni professionista possa contribuire alla presa in carico, con percorsi condivisi e un obiettivo comune: mettere il paziente al centro». La Diabetologia di Asst Sette Laghi è presente oltre che nelle strutture ospedaliere anche nelle Case di comunità di Arcisate, Gazzada, Laveno Mombello, Luino, Sesto Calende, Tradate e Varese, contribuendo a rafforzare il collegamento tra assistenza specialistica e territorio. Un’integrazione che assume particolare importanza alla luce della crescente complessità della malattia diabetica. Le persone con diabete possono infatti presentare contemporaneamente fattori di rischio e complicanze cardiovascolari, renali e metaboliche, rendendo necessaria una valutazione complessiva e personalizzata. Accanto alla dimensione organizzativa, un ruolo sempre più importante è svolto dall’innovazione tecnologica. Migliaia di pazienti vengono monitorati attraverso sistemi di controllo continuo della glicemia, mentre alcuni utilizzano sistemi integrati con microinfusore. La tecnologia consente di raccogliere informazioni sempre più precise sull’andamento glicemico e di supportare il percorso terapeutico, ma richiede anche competenze e un adeguato accompagnamento del paziente.
Il convegno
In questo contesto assume un valore centrale l’attività dell’ambulatorio infermieristico di educazione diabetologica, che ha effettuato oltre 18mila prestazioni individuali e di gruppo. Educare la persona alla gestione della terapia, all’utilizzo dei dispositivi, al monitoraggio della glicemia e agli aspetti quotidiani della malattia rappresenta infatti una componente essenziale della cura. Importante è anche la collaborazione con le associazioni dei pazienti Di.Va e Associazione Diabetici Tradate Seprio, che contribuiscono sul territorio al sostegno delle persone con diabete e delle loro famiglie. Il convegno promosso dalla Diabetologia di Asst Sette Laghi, dedicato al confronto tra specialisti e medicina territoriale, affronterà le principali innovazioni terapeutiche e tecnologiche, le nuove linee guida, la gestione delle complicanze e le strategie per migliorare l’aderenza alle cure. Particolare attenzione sarà dedicata alla collaborazione tra ospedale e territorio, attraverso sessioni interattive, casi clinici e una tavola rotonda istituzionale. «Il convegno vuole essere un momento concreto di confronto tra professionisti – conclude Cristina Romano – per condividere strumenti, conoscenze e modalità di lavoro. L’obiettivo è costruire una rete sempre più forte, capace di offrire a ogni persona con diabete la cura più appropriata e integrata possibile, nel luogo più adeguato e con la continuità necessaria».
L’importanza della prevenzione
Alla presentazione di oggi a Villa Recalcati hanno partecipato anche le autorità, con il presidente della Provincia Marco Magrini, i consiglieri regionali Emanuele Monti e Romana Dell’Erba e il consigliere comunale di Varese con delega alla sanità Guido Bonoldi. Quindi il direttore generale di Asst Sette Laghi Mauro Moreno: «Dobbiamo offrire alle persone con diabete un percorso di cura che non sia una semplice sequenza di servizi e prestazioni, ma una vera rete integrata: un percorso condiviso che coinvolga tutti i protagonisti del sistema sanitario, dai professionisti sanitari ai volontari, dalle istituzioni alla tecnologia. In questa direzione, le Case di Comunità rappresentano il fulcro del percorso, il luogo intorno al quale possono integrarsi e coordinarsi i ruoli di tutti gli attori coinvolti». Salvatore Gioia, dg di Ats Insubria, ha ricordato il valore della prevenzione, presentando i dati raccolti attraverso il sistema di sorveglianza “Okkio alla salute”. «Emerge una progressiva riduzione del sovrappeso rispetto a dieci anni fa, contestualmente all’aumento dell’obesità infantile. Ciò richiama tutti a una responsabilità condivisa tra istituzioni, scuola, famiglie e sistema sanitario».
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