Molto può la novità sul versante politico, molto di più può fare l’idea di tornare a contare in un partito. Due motivi che alimentano le fila di Futuro Nazionale di Roberto Vannacci, in giro per il Paese e, più nel dettaglio, nel nostro territorio. La nuova formazione, con solide radici a destra che più a destra non si può, sta crescendo sulla spinta del suo fondatore, l’ex generale della Folgore che cerca (e trova) spazi nel tormentato mondo politico italiano. Gli ultimi sondaggi lo danno vicino al 4/5 per cento dei consensi, mica male per un neonato gruppo che si pone come alternativa alla destra governativa più tradizionale, cercando consensi in Fratelli d’Italia e, soprattutto, nella Lega.
Partito, quest’ultimo, che Vannacci ha scambiato come un taxi, buggerando persino il suo leader Matteo Salvini il quale, pensando di fargli cosa gradita e giusta per tenerlo ancorato alla sua corte, l’aveva addirittura nominato vice segretario. Mossa a cui il generale ha corrisposto una contro-mossa, meglio, una sorta di tradimento che, sempre secondo le attuali intenzioni di voto, va a pescare adesioni proprio o principalmente nel bacino leghista. Tant’è vero che la Lega è data in discesa al 7 per cento, sotto di quasi due punti rispetto ai suoi diretti concorrenti di Forza Italia. Una previsione che se concretizzata alle urne potrebbe generare effetti negativi per il centrodestra, bisognoso di Vannacci e company per superare l’eventuale, quanto per ora vagheggiato, “campo largo” a sinistra.
La prospettiva vannacciana muove le masse e ammalia molti politici in cerca d’autore, desiderosi di riscatto e di visibilità, negata loro in altri contesti per i più disparati motivi, non sempre e non tutti commendevoli. Così proliferano i comitati nel nome del generale anche alle nostre latitudini, a Varese, Gallarate, Busto Arsizio, Cassano Magnago, Legnano. Pronti, come nella città del Carroccio, a partecipare con solide possibilità di fare bottino alle elezioni amministrative. Se così fosse sarà un problema per il centrodestra, che al momento cerca di tenere ai margini Futuro Nazionale, ma con cui si vedrà costretto obtorto collo a fare i conti.
Primo banco di prova proprio Legnano, dove si vota a fine maggio e Futuro Nazionale sostiene la transfuga leghista Carolina Toia. Diciamo pure che si tratta di un bel battesimo del fuoco per il generale e di una controprova per tutto il centrodestra locale, non soltanto cittadino. Da qui, da Legnano, si trarranno le prime indicazioni reali per il futuro, per il voto amministrativo e politico nel 2027, per la consistenza di un partito che ha tutta l’aria di essere in costante crescita, accreditato da una linea che richiama gli scontenti della politica, aggrega i malpancisti, chi protesta e ce l’ha con il sistema di un “mondo al contrario”. Una speranza di miglioramento, insomma. O, anche questa volta, una grande illusione… Generale?
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