Elezioni: partita a due a Cerro Maggiore con rotture, ritiri e accuse fra gli sfidanti

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CERRO MAGGIORE – Alla fine il centrodestra cerrese ha trovato chi tenterà di tagliargli la strada verso il rinnovo dell’amministrazione comunale. Si tratta di Roberta Cè, unica candidata a sindaco alle elezioni del 14-15 maggio in alternativa a Nuccia Berra, che sta per concludere il mandato. Le riserve sul candidato sindaco e sulla lista dei candidati consiglieri sono state sciolte solo oggi, sabato 15 aprile, al momento di depositarla in forma ufficiale.

Cè: «Sociale e volontariato nel mio percorso»

«Vivo a Cerro Maggiore da sempre – così si presenta Cè ai cittadini – Il mio percorso di crescita è costellato di incontri, di scambi culturali e sociali che mi hanno appassionata e portata a conoscere ambiti diversi da quello che era il mio quotidiano vivere. Ho scoperto il sociale, quel volontariato silenzioso che non conosci, che si prende cura senza chiedere riconoscimenti, in situazioni anche difficili e complicate.

«Suono il clarinetto e sono presidente del Corpo musicale cittadino e, anche in questo caso, oltre all’amore per la musica quello che mi stimola a farne ancora oggi parte sono le persone. Ci ha appena lasciati Sergio, il presidente, c’è un bel pezzo di lui nella mia crescita. Insieme si può partire, entusiasmarsi e cadere, rialzarsi e urlare, provare a colorare le strade, i nostri luoghi, i nostri sogni, i nostri desideri. L’appoggio famigliare e il supporto degli amici fanno di me “la RobertaFortunata”, lo stimolo e la spinta per mettersi al servizio delle persone».

Bene Comune per un paese «bello da vivere»

Così invece si presenta ai cittadini la lista civica di centrosinistra che sostiene Roberta Cè, Bene Comune: «Due parole che riassumono il pensiero e il vivere della nostra lista. Siamo persone comuni con esperienze, anni e professioni diverse. Abbiamo scelto di provare a rendere più “come le vorremmo” Cerro Maggiore e Cantalupo. Aspiriamo di vedere il nostro paese diventare un luogo dove poter essere sereni, sicuri, protetti, tutelati, ascoltati… più di ora. Esserci, mettendosi in prima persona, impegnarsi nel rendere possibili i desideri e le aspettative di tutti i cittadini. Vivendo il territorio e ascoltando le persone che come noi lo vivono, abbiamo scritto un programma che porta il nostro paese verso cambiamenti e progetti per renderlo bello da vivere. Un unione (sic) di persone comuni per il Bene Comune».

Ma nel centrosinistra volano gli stracci

Oltre a Bene Comune, Cè non avrà il sostegno di alcuna altra lista: sono infatti falliti tutti i tentativi, proseguiti per settimane, di trovare un’intesa con altre forze politiche locali, in particolare Azione per l’ormai sciogliendo Terzo Polo e i Popolari, che non parteciperanno alla contesa elettorale. Entrambi hanno polemizzato proprio con Bene Comune per il mancato traguardo.

Azione: «Mancato accordo per ostacoli personali»

«Quando partimmo, oltre due anni orsono – si legge in una nota diffusa in settimana dal direttivo di Cerroinazione – avevamo un sogno: costruire un’alternativa, dare corpo a un progetto che, compattando le forze di minoranza e l’associazionismo, proponesse un’idea condivisa di paese che tutti vorremmo: moderno e sostenibile. Il nostro progetto ha dovuto confrontarsi con difficoltà più personali che politiche, tant’è che questo è diventato il più importante scoglio che ha anche determinato il ritiro di figure portanti del progetto.

«A malincuore, in mancanza di un vero progetto di rinnovamento, abbiamo quindi deciso di autoescluderci da questa competizione elettorale. Dobbiamo ringraziare gli amici che hanno creduto nel nostro progetto e che con noi condividono l’amarezza di questa decisione; come Cerroinazione, essendo stati capofila, ci assumiamo la piena responsabilità della mancata realizzazione dello stesso. Continueremo dall’esterno nel nostro lavoro di controllo e stimolo nei confronti della giunta che si costituirà e lo faremo attraverso critiche ma anche proposte costruttive. Siamo altresì pronti a collaborare su progetti che condividiamo e a fornire spunti e stimoli per un paese migliore».

Impegno Popolare: «Poca volontà di voltare pagina»

È di ieri, venerdì, la presa di posizione dell’altro gruppo autoesclusosi dalla competizione, Impegno popolare per l’Italia, guidato da Teresina Rossetti e Alex Airoldi. «Il gruppo sin da subito aveva dichiarato la propria volontà di intraprendere la via del rinnovamento per ridare nuovo slancio al paese. Purtroppo, da subito, è risultato evidente che pochi hanno inteso questa volontà di rinnovamento. Il rinnovamento, il rilancio, devono essere ampiamente condivisi, devono avere un largo respiro, ma questi aspetti sono ancora velleitari in questo momento.

«Avremmo potuto fare una lista di bandiera, ma abbiamo scelto di non farla per essere coerenti con noi stessi, perché non sarebbe servita a quel progetto di vero rilancio del paese e perché non sarebbe stata rispettosa delle persone che ci hanno espresso la propria disponibilità a lavorare. Con queste persone continueremo a costruire il nostro progetto e saremo pronti per il prossimo turno».

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