Regionali, l’ira degli esclusi in Lega. Lo sfogo della Barcaro’s Family 

Elezioni regionali lega Barcaro
Martina e Alberto Barcaro

SOMMA LOMBARDO – E’ loro abitudine politica fare post enigmatici, evitare riferimenti precisi o andare dritti al punto, lanciare messaggi senza fare nomi e cognomi. Ma è evidente che le parole di ieri sera, 10 gennaio, di Martina e Alberto Barcaro, rispettivamente consigliere comunale a Somma Lombardo e vicepresidente della Provincia di Varese, si riferiscano all’esclusione del secondo dalla lista degli otto candidati della Lega in corsa per le Regionali del 12 e 13 febbraio.

Meritocrazia mancata 

A sfogarsi sui social è Martina, figlia di Alberto, da mesi negli Usa per impegni lavorativi. «Ho sempre creduto nella meritocrazia», scrive. «Può ora venire a mancare con una facilità disarmante, aggiungerei, ed essere ostacolata per motivi sconosciuti forse? Ad oggi la risposta è nella mente di molti, ma nella bocca di pochi». La risposta arriva proprio dal padre, che sottolinea: «Arriveranno delle spiegazioni. lo le ho già fatte, calcolatrice alla mano. Sempre a testa alta». 

Esclusi e autoesclusi 

La sfida per un posto da consigliere regionale in Lega questa volta è assai ardua, al limite dell’impossibile. Dai sondaggi attuali, per la provincia di Varese spetterebbero uno, due scranni nelle previsioni ultraottimistiche. E a giocarsi il posto ci sono gli uscenti Francesca Brianza ed Emanuele Monti, rispettivamente 4728 e 2503 preferenze cinque anni fa, da tempo già in campagna elettorale per provare a incrementare il bacino di voti personali del 2018. In gioco c’è inoltre Claudia Mazzetti, assessore di Gallarate che gode di una buona popolarità nella sua città e che può contare sul sostegno diretto del segretario provinciale Andrea Cassani. 
Se la competizione serrata e l’esiguità di posti hanno spinto l’uscente Marco Colombo a chiamarsi fuori, lo stesso non si può dire per Barcaro che invece, fa capire dal suo post, è stato escluso controvoglia dai vertici della Lega. Perché?

Calcolatrice alla mano

Secondo i suoi calcoli («calcolatrice alla mano»), era convinto di essere eletto. Ma in che modo? Probabilmente contando su quattro bacini di voto differenti: la sua città (sarebbe stato l’unico candidato di Somma, Comune da 18mila abitanti), il ticket con la Brianza (tra i due c’è un rapporto politico consolidato), il vasto mondo dei volontari della Prociv che Barcaro ha avuto modo di conoscere con la delega in Provincia soprattuto durante la difficile fase della pandemia e della campagna vaccinale, ma soprattutto il sostegno del Comitato Nord. Tra Barcaro e il referente provinciale Giuseppe Longhin, infatti, c’è un legame politico saldo e duraturo, tanto che lo stesso Barcaro – si dice negli ambienti leghisti – “odori” sempre più anch’egli di Comitato Nord, sebbene ufficialmente non si sia mai esposto in tale direzione. 
Se pensava di avere possibilità di essere eletto, dunque, potenzialmente Barcaro credeva di poter ottenere qualcosa come più di 4mila preferenze personali, perché tante ce ne vogliono stavolta in Lega per essere moderatamente sicuri di farcela. Davvero un peccato che non si potrà mai avere la controprova

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