FAGNANO OLONA – «Tutta la comunità di Fagnano si stringa ai famigliari di Andrea, non facciamoli sentire soli». E’ l’invito che il sindaco di Fagnano Olona Marco Baroffio rivolge a tutti i concittadini il giorno dopo la sentenza di primo grado che ha condannato all’ergastolo Douglas Carolo e Michele Caglioni per l’omicidio di Andrea Bossi. Il 26enne fu ucciso per denaro, così come ha ricostruito la Pm Giulia Grillo in sede di requisitoria, nell’abitazione di via Mascheroni a Cairate dove si era trasferito appena cinque mesi prima.
Andrea nel cuore
Andrea, così come i famigliari, è cresciuto a Fagnano dove ha sempre vissuto prima di quel primo passo fuori dal nido: dopo aver trovato un lavoro stabile era andato a vivere da solo con il sostegno della famiglia che, come spesso accade in questi casi, gli aveva dato una mano dopo l’accensione di un mutuo. Fagnano ha già dimostrato di voler bene ad Andrea e ai famigliari durante il processo in tribunale a Busto Arsizio, nel corso del dibattimento tanti sono stati gli amici presenti alle udienze. Gli stessi amici che ieri, martedì 16 dicembre, si sono sciolti in lacrime davanti al doppio ergastolo «che rende giustizia ad Andrea. Lui è sempre nei nostri cuori».
Teniamo vivo il suo ricordo
Oggi è lo stesso primo cittadino di Fagnano a rivolgere a tutti un invito che ha la delicatezza di una carezza: «La giustizia come giusto che sia fa il suo corso – dice Baroffio – ma purtroppo non sana le ferite ne cura il dolore. Andrea non è più tra noi, dobbiamo essere vicini ai famigliari per tener vivo il ricordo e il sorriso di questo splendido ragazzo ma soprattutto per far sentire loro la vicinanza di una comunità che vuole dar loro supporto e coraggio».
