VARESE – Marcella (Giulia Mazzarino) è una donna a cui si sgretola la vita dopo la separazione dal marito, la perdita del lavoro e la perdita del rapporto con sua figlia a seguito di un grave incidente d’auto: al cineclub Filmstudio 90 di via de Cristoforis a Varese sabato 19 aprile verrà proiettato alle 17.30 il film “L’incidente” del regista Giuseppe Garau, che sarà presente alla proiezione per dialogare con il pubblico.
Un’opportunità rischiosa tra le mani
Marcella decide di acquistare un carro attrezzi, con la speranza di rimettere a posto ogni pezzo del puzzle della sua vita. Dotata di tenacia e di gentilezza, cerca di mettere in discussione il suo carattere e i suoi principi finché, ferma ad un semaforo, si ritrova tra le mani una rischiosa opportunità, che però potrebbe essere finalmente risolutiva. Il film ha vinto il gran premio della giuria al Slamdance Film Festival di Park City, Utah.
L’ingresso (intero 6,50 euro, ridotto soci under 25 4 euro; per maggiori informazioni l’indirizzo da contattare è filmstudio90@filmstudio90.it) è riservato ai soci Filmstudio 90 e Arci e la richiesta di tesseramento deve essere effettuata almeno ventiquattro ore prima. L’appuntamento conclusivo della rassegna “Sabato Filmhub” sarà sabato 10 maggio alle 17.30 con “Mulholland Drive” di David Lynch in versione restaurata, in omaggio al grande regista recentemente scomparso.
Girato in soli dieci giorni al quartiere Barriera di Milano
“Girato interamente con una piccola 16 millimetri nel quartiere Barriera di Milano a Torino, nell’arco di soli dieci giorni, ‘L’incidente’ di Giuseppe Garau riflette con sguardo maturo, inedito e morboso, sulle conseguenze delle nostre ossessioni più cupe e così la capacità di riconoscerle. Funzionale in questo senso, un 4:3 claustrofobico, fortemente limitante e in qualche modo perfino respingente, come la stessa protagonista.
Il primo approccio di Garau al cinema di finzione, ha coraggiosamente inizio dalle parti di ‘Un giorno di ordinaria follia’ di Joel Schumacher, per poi muoversi e radicarsi sempre più nel cinema grottesco, surreale e talvolta nonsense del meraviglioso e feroce ‘Doppia pelle’ di Quentin Dupieux. Inevitabili le suggestioni del Cronenberg di ‘Crash’. Dalle carcasse delle auto, al soddisfacimento perverso generato dal dolore e dalla distruzione” (Eugenio Grenna, Sentieri Selvaggi).
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