VARESE – Il sottobosco dei senzatetto che vivono intorno alla stazione Termini raccontato da un documentario nato per un incontro fortuito: martedì 22 aprile al cineclub Filmstudio 90 di Varese sarà proiettato alle 21 “San Damiano”, film dei registi Gregorio Sassoli e Alejandro Cifuentes che saranno presenti in sala.
L’evento è stato creato in collaborazione con il Centro Gulliver Varese; prima della visione sarà possibile partecipare alle 19 a un aperitivo al TuMiTurbi organizzato dai ragazzi de Gli Orti di Bregazzana.
La visione del film (ingresso 5,50 euro, ridotto soci under 25 4 euro), presentato alla Festa del Cinema di Roma, è riservato ai soci Filmstudio 90 e Arci: la richiesta di tesseramento deve essere effettuata almeno ventiquattro ore prima. Per maggiori informazioni l’indirizzo da contattare è filmstudio90@filmstudio90.it.
Il mondo capovolto di una comunità emarginata
Fuggito da un ospedale psichiatrico in Polonia, il trentacinquenne Damian arriva a Roma in cerca di una nuova vita. Giunto alla Stazione Termini senza un centesimo, rifiuta di unirsi ai senzatetto che dormono per strada e si arrampica su una torre delle antiche Mura aureliane che sovrastano la stazione, trasformandola nella sua casa. Damian sogna di diventare un cantante famoso e il suo profondo bisogno d’amore lo porta tra le braccia di Sofia, una senzatetto forte e carismatica. La loro storia divampa in mezzo al turbolento sfondo di Termini, catapultando Damian nel mondo capovolto della comunità emarginata della stazione. È proprio qui che Damian trova la famiglia e l’amore che ha sempre cercato.
Un giro sulle montagne russe
“Questo documentario – riporta la nota di regia – è nato da un incontro fortuito. Dopo un anno di volontariato a distribuire pasti ai senzatetto con Sant’Egidio, una sera, presi dalla voglia di voler conoscere più a fondo questo mondo, abbiamo deciso di dormire una notte a Termini.
Poco prima di coricarci si avvicina un giovane polacco con una strana inflessione calabrese. Ci racconta una barzelletta, facciamo amicizia. Poi ci dice che lui non dorme per terra come gli altri, ma che si è conquistato una torre. Da questo incontro è nato il documentario.
Inizialmente affascinati da questo personaggio unico e pieno di energia, ci siamo addentrati nella sua vita, un giro sulle montagne russe tra i suoi sogni di diventare un cantante famoso e la durezza della strada, l’alcolismo. Attraverso di lui abbiamo conosciuto tutto il sottobosco di senzatetto che vivono intorno alla stazione, a fianco a cui passano migliaia di persone ogni giorno (a Termini ne transitano oltre 150 milioni ogni anno).
Anche noi eravamo così, passavamo, li vedevamo, ma volgevamo lo sguardo dall’altra parte, soffocando sul nascere il disagio che si prova nel vedere persone vivere in quello stato perché, sebbene non facciano parte della società civile organizzata, fanno pur sempre parte di noi, dell’umanità. Il documentario nasce proprio con questo spirito, di conoscere meglio queste persone”.
Un carro attrezzi per aggiustare il puzzle: a Filmstudio 90 “L’incidente” di Garau
