Forza Italia mette in discussione il leader Berlusconi e chiede i congressi

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VARESE – Un partito in riserva. Nel senso la convention dei berlusconiani ha confermato che Forza Italia ha ormai quasi esaurito il carburante. Ma anche nel senso che questa mattina, sabato 5 ottobre, i forzisti di tutta la provincia che sono arrivati nella sala Aler di via Monte Rosa a Varese erano un bel gruppo, ma numericamente più vicino agli indiani d’America confinati in spazi limitati. Non sono mancati i temi, ma le persone. Quelle che avrebbero dovuto istillare la prima goccia di un entusiasmo ai minimi storici: i giovani (uno solo, Federico Radice, ha preso la parola), le donne (anche qui una sola voce ufficiale); la società civile: in gran parte erano presenti tesserati di lungo corso.

Se l’acqua scarseggia…

Certo i temi sono stati tutti sviscerati. E gli azzurri sul tavolo hanno messo anche questioni che solo qualche mese fa venivano affrontate sottovoce e lontano da ogni consesso ufficiale del partito. Come la critica al massimo leader Silvio Berlusconi, l’assenza pressoché totale sul territorio degli eletti calati dall’alto e la permanenza nel centrodestra. E ancora: la sopravvivenza del partito e la possibilità non di guardare oltre questo momento buio, bensì di andare oltre un’esperienza politica esaltante, ma forse ormai esaurita. In altre parole c’è chi ha impostato la rotta verso quello spazio politico in cui qualcuno, prima dei liberali moderati azzurri, ha già piantato la bandierina di Italia viva. E così tra le voci, gli spunti, le critiche e la domanda rimasta in sospeso a fine mattinata, cioè “e adesso che si fa?”, a riassumere la convention, ma anche a dare voce a più di una sensazione raccolta nella sala Aler, è stata l’impietosa frase di un “vecchio” forzista, che ha riesumato battute da Drive in: “Qua l’acqua scarseggia e la papera non galleggia“.

I presenti

Chi ci crede: «Noi siamo certamente nel centrodestra»

Il commissario Giacomo Caliendo non nasconde che il percorso è in salita. Lui però ci crede e si affida alla sua bussola politica. Che indica senza esitazione la direzione del centrodestra, convinto che «noi dobbiamo operare per essere attivi nella vita quotidiana».

Chi fa un discorso da leader

Se quello di stamattina, nella sala Aler di Varese, fosse stato il congresso di Forza Italia, probabilmente avrebbe vinto la mozione Salini. Già perché il commissario regionale forzista è stato tra i più applauditi e citati dell’intera mattinata. Ma non di congresso si è trattato. E nemmeno aveva l’ambizione di esserlo. Sta di fatto che l’europarlamentare più che di Forza Italia, «che potrebbe anche cambiare nome, poiché non sono innamorato delle etichette», ha fissato una serie di temi concreti e prima ancora di puntare sulla permanenza nel centrodestra (che anche per lui non sembra in discussione) ha definito l’area politica verso la quale guardare: «quella parte di Paese che oggi non si sente più rappresentata e che noi di Forza Italia abbiamo spesso dimenticato».

Chi ha già fatto una scelta di campo

L’area civica, che oggi in provincia di Varese è rappresentata da Gianfranco Bottini, ma conta su un gruppo di amministratori locali. «E che si è staccata da Forza Italia non per i valori – ha detto Bottini – che sono ancora validi, bensì per la conduzione del partito. Intraprendendo percorsi ed esperienza che oggi ci vedono posizionati e radicati in un’area politica ben precisa. Quella che è sempre stata maggioritaria nel nostro Paese, ovvero al centro, che oggi in tanti guardano».

Chi ci ha lasciato il cuore, ma cerca altro

Il sale della mattinata è tutto nella coda. L’intervento di Roberto Puricelli: «Con la Lega di Salvini abbiamo poco da spartire. Serve gente che abbia il contatto con il territorio. Giusy Versace e Adriano Galliani li ho visti solo in campagna elettorale, ma dopo il 7 maggio sono spariti. Agorà non ha mai fatto trattative politiche, chi sedeva ai tavoli faceva anche parte di Agorà ma era stato incaricato dall’allora segretario provinciale». Ma anche quello di Luca Macchi: «Abbiamo scelto l’Aler perché sembra quasi che siamo in cerca di una casa. Speriamo che Forza Italia possa avere le chiavi d’accesso. Però non mi piace la svolta troppo a destra del centrodestra. Non mi piace il modo in cui stiamo correndo dietro a Salvini, che per un anno e mezzo ci ha preso a calci nel sedere e ci ha umiliato. Non va bene: siamo Forza Italia e servono scelte di dignità. Non possiamo pensare che il centrodestra sia quello della Meloni e della Lega».

Chi (forse) è già altrove

Ciro Calemme prende la parola quasi sul finale, quando i titoli di coda sono pronti a partire e assesta forse il colpo più duro che suona come un addio annunciato, ma da ufficializzare più avanti. Magari dopo la Leopolda di Matteo Renzi, il cui nome non viene fatto, ma solo evocato. «Oggi stiamo parlando di temi che proponiamo da 25 anni, rimasti irrisolti nonostante Forza Italia abbia avuto maggioranze bulgare. Sento dire che dobbiamo guardare avanti, ma stiamo discutendo ancora dei contenuti del contratto che Berlusconi ha firmato con gli italiani a Porta a Porta. Non posso accettare che il punto di ripartenza sia la lettera che ha scritto il fondatore di questo partito al quale dobbiamo comunque essere certamente riconoscenti o che il futuro di Forza Italia sia l’invito che Maria Stella Gelmini ha fatto per domenica prossima alle Stelline di Milano. Siamo sicuri che il centrodestra c’è ancora? Cosa voglio dire? Che oggi c’è un nostro competitor, che non è mai stato di sinistra e che sta portando via il nostro elettorato. E con questa persona non possiamo non confrontarci».

Chi cerca di tirare le fila

Parla per ultimo Gigi Farioli, figura storica del partito a Busto e in provincia di Varese e cerca di con il suo intervento di dare un senso all’intera mattinata. Di tenere insieme pezzi che sembrano non incastrarsi più come un un tempo. Il due volte sindaco di Busto ed ex consigliere regionale, oggi commissario a Busto e Gallarate, parla sì di centrodestra, «ma da ricostruire, perché quello ideata da Silvio Berlusconi e che tutti noi abbiamo conosciuto non c’è più». E parla di questioni che altri abbandonato e che «se vogliamo tornare a essere protagonisti dobbiamo necessariamente portare avanti».

Forza Italia Berlusconi Congressi – MALPENSA24