Forza Italia nella nuova sede chiede un candidato sindaco tra Varese, Busto e Gallarate

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VARESE – Al di là delle frasi fatte, che si sono sprecate, delle idee che oggi come oggi sono quelle di una volta, delle presenze che hanno riempito la sala riunioni e delle assenze di volti noti nel cosmo forzista, rimasti (forse) impigliati nei vari impegni di lavoro o nel traffico di rientro del venerdì sera, Forza Italia inaugura la nuova sede nel capoluogo, svela i nomi del direttivo provinciale e mette sul tavolo, per voce del commissario Giacomo Caliendo, il vero sussulto politico del partito: «Tra poco più di un anno si va al voto a Varese, Gallarate e Busto e al momento giusto chiederemo di avere almeno un candidato sindaco. Magari non a Varese, ma lo chiederemo».

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Forza Italia riparte

«Ripartire». E’ stato questo il verbo più declinato. Quasi fosse un mantra. Ripartire dopo le mazzate elettorali nazionali e dopo quelle giudiziarie in provincia di Varese. Ripartire da una nuova sede. Dopo qualche mese di nomadismo, anche nei bar varesini dove si sono tenuti incontri e riunioni, poiché dopo il 7 maggio, era diventato imbarazzante e per il senatore Caliendo non corretto («una cosa è il partito, un’altra un’associazione culturale»), condividere la sede intestata ad Agorà, dopo che l’associazione di Nino Caianiello è stata falcidiata dall’inchiesta Mensa dei poveri. Ripartire. Qualche centinaia di metri più in là, in un appartamento al sesto piano di via Marcobi, nuova casa del provinciale e cittadino dei berlusconiani.

«Ripartiamo dopo aver ascoltato i simpatizzanti e la gente – introduce il commissario Caliendo – tanto più che ora abbiamo anche un luogo fisico dove confrontarci e trovarci. Ripartire dall’etica della responsabilità che ognuno di noi deve avere e che significa, per i nostri amministratori, portare avanti l’impegno e dire alla fine di un mandato cosa è stato fatto, ma anche cosa non si è riusciti a realizzare. Solo così si può continuare a coltivare il rapporto con i cittadini».

Tutti i vertici, ovvero Caliendo, il coordinatore regionale Massimiliano Salini e il vice coordinatore Giuseppe Taldone hanno poi liberato il campo sulle alleanze. Confermando la volontà di restare nel centrodestra. Insomma ripartire dal tridente Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia. Che per Salini deve essere costruito sul “modello lombardo” che «non è populista e crede con forza nell’Europa».

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Taldone, il popolo sano e il nostro presidente

«Qui – ha detto il vice commissario Taldone – abbiamo un popolo sano, che ha voglia di fare politica con la P maiuscola. Se poi Silvio Berlusconi resta in salute, se continua con slancio a portare avanti i nostri valori e se tira fuori qualche exploit dei suoi, con un pizzico di fortuna, torneremo anche a crescere nei sondaggi nazionali». In chiusura è intervenuto anche Gigi Farioli, commissario a Busto e Gallarate: «Si sta facendo un lavoro immane e dobbiamo continuare a farlo con i piedi per terra e la testa sopra le nuvole. Con un più di identità e capacità nel tirar fuori idee accattivanti».

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Ripartenza con vista sulle amministrative

I forzisti non parlano volentieri delle prossime elezioni, perché il percorso impostato dal commissario in questo momento è tutto concentrato sulla ricostruzione, sul riportare entusiasmo, ma anche gente in un partito, va detto, dove non mancano energie, ma tutto sommato è un po’ depresso. Però l’orizzonte dell’urna viene tirato fuori: tra poco più di un anno si vota nelle tre principali città della provincia. E al momento si parla di candidati sindaci della Lega e anche di Fratelli d’Italia. Ma di nomi di berlusconiani non ne girano. «Perché – spiega il commissario – a me in questo momento più che il nome del candidato ciò che si vuole fare, mi interessano i progetti e le idee. Ma verrà anche il momento dei nomi e noi chiederemo di avere almeno un sindaco. Magari non a Varese, ma lo chiederemo».

Non in sala, ma al momento della chiacchiera e degli auguri il forzista varesino Roberto Puricelli butta lì a proposito delle prossime elezioni: «Io dico invece che dovremo chiedere di avere il sindaco a Varese, visto che in passato, quando la Lega aveva le nostre attuali percentuali di gradimento ha sempre espresso il candidato».

Le assenze

Dettaglio non da poco. Visto che nelle passate settimane lo scollamento tra vertici nazionali e territorio è stato uno dei temi di dibattito nel partito. E che anche questa sera è emerso. L’annunciata (almeno sulle chat) Maria Stella Gelmini non si è vista, così come Adriano Galliani, candidato al Senato ed eletto proprio qui in provincia. C’era Giusy Versace, parlamentare forzista.

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Il coordinamento

Al vertice del coordinamento c’è Giacomo Caliendo, commissario senza un termine di scadenza poiché il lavoro che dovrà portare avanti sembra davvero essere ancora piuttosto lungo. Poi Giuseppe Taldone, vice commissario, responsabile Enti locali Piero Galparoli coadiuvato dai vice Carlo Molinari e Pietro Zappamiglio; all’organizzazione Orazio Tallarida; responsabile elettorale Giacomo Iametti; alla comunicazione Davide Pagani; alla formazione ancora Pietro Zappamiglio; alle opportunità istituzionali Rosario Tramontana, al turismo Milena Melato; ai rapporti con le associazioni Luisa Cortese, al tesseramento Ornella Ruspini; Tesoriere Rosa Tagliani; al lavoro Massimo Bossi; al coordinamento e promozione eventi Angelo Saporiti; ai Seniores Osvaldo Piccinelli, ai giovani Federico Radice, tra l’altro uno dei pochissimi under 35 presenti alla presentazione della nuova sede.

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