Sesto, 300mila euro di appalto per avere le scuole fredde. IxS segnala anomalie

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SESTO CALENDE – Il contratto stipulato tra il Comune di Sesto Calende e la ditta esterna che si occupa del riscaldamento nelle scuole ha ancora delle garanzie? Questa è la domanda che si pone il gruppo d’opposizione Insieme per Sesto, con l’obiettivo di fare chiarezza sul problema delle rigide temperature nelle aule. La goccia che ha fatto traboccare il vaso arriva dalle medie Bassetti, con i genitori che hanno riportato al centro dell’attenzione vecchi disagi, dal freddo nelle classi al cibo non adeguato. Ora anche la politica entra nel merito della vicenda. Ed è la minoranza a provare a dare una svolta: «Ci impegniamo a portare la questione in consiglio, affinché ci dicano quali investimenti il gestore ha fatto negli anni, su un contratto che costa ai cittadini sestesi quasi 300mila euro l’anno».

I gradi di temperatura da garantire

Dopo le lamentele dei genitori – a Sesto come in altri Comuni del territorio – sulle basse temperature nelle aule, anche la politica si attiva. «Dal 2008, il Comune di Sesto ha affidato la “gestione del calore” delle scuole e degli edifici comunali a una ditta esterna, sulla base di un contratto Consip (agenzia statale che gestisce gli acquisti per le pubbliche amministrazioni)», spiegano i consiglieri di Insieme per Sesto. «Il contratto ha una durata pluriennale e prevede che il gestore faccia interventi di efficientamento, che gli consentono di risparmiare sulla iniziale offerta. In pratica: guadagna se è bravo nel gestire gli impianti. Ma ovviamente non deve “rubare” sui gradi di temperatura che deve garantire». Le proteste degli ultimi giorni, però, hanno acceso qualche dubbio, tanto che il gruppo di minoranza si è domandata «se questo contratto e la sua applicazione garantiscano ancora l’interesse del Comune dopo tanti anni». Vien da sé che «una verifica si impone».

Proroghe su proroghe

La ricerca del gruppo d’opposizione, effettuata fra gli atti comunali presenti sul sito istituzionale, mostra che «il contratto del 2008 è stato prorogato – anno dopo anno – a partire dal 2014, per una durata davvero anomala di ormai 12 anni». E non convince la giustificazione di questa scelta, che agli occhi di Insieme per Sesto «appare poco comprensibile e assai discutibile, almeno dal 2018 a oggi». Come specificano i consiglieri: «Nel 2018 si parla genericamente di attesa di una nuova gara, da cui nasce una proroga per la stagione 2018-19. Nel 2019 si fa riferimento a una gara prevista per il primo trimestre 2020: ecco un’altra proroga per la stagione 2019-20. Nel 2020 si dice che la gara è stata rallentata dall’emergenza Covid: terza proroga per la stagione 2020-21».

Domandare è «lecito», rispondere è «dovere»

Una serie di proroghe che alimentano i dubbi del gruppo di minoranza. Da qui una serie di domande «lecite», che mirano a una risposta «dovuta». Domande come: «Se nel 2019 si diceva che la nuova gara sarebbe stata pronta per il primo trimestre 2020, come è possibile che si sia perso un anno intero, se il lockdown è iniziato a metà marzo?». Oppure: «Siamo sicuri che a inizio 2021 avremo la gara e che questa è l’ultima proroga?». E ancora, «la domanda più importante visto il ripresentarsi di problemi», chiedono: «Gli interventi di miglioria e manutenzione necessari vengono fatti? O sono anch’essi rimandati a tempi migliori?».

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