Futura, le pagelle di fine corsa: capitan Rebora non molla mai, Orlandi è la rivelazione

Altino

BUSTO ARSIZIO – I conti si fanno sempre alla fine, le pagelle pure: lo avevamo fatto con le farfalle dell’Eurotek Uyba (con tutte le sue componenti: squadra, staff e società), adesso è la volta delle cocche. La stagione della Futura Volley Giovani partiva senza le aspettativa (altissime) dell’anno precedente, ma la famiglia Forte è sempre sinonimo di ambizione: e la stagione appena conclusa ha visto non a caso una squadra comunque in lotta per la promozione sino alla fine. Anche stavolta, purtroppo, è mancato qualcosa, ma l’obiettivo A1 non è stato raggiunto per una serie di motivi anche imprevedibili (infortuni in primis: l’ultimo dei quali ha riguardato Kone, ko in semifinale per la rottura del crociato). Ma ora, più che a cercare alibi o a trovare colpevoli, meglio progettare immediatamente il futuro (una vera e propria rifondazione): il futuro, anzi il presente, che vedrà in panchina un allenatore esperto della categoria come Gianfranco Milano.

Le pagelle della squadra

Rebora: 7.5. Nella passata stagione avevamo detto che era da clonare: lo ripetiamo a gran voce. La prossima Futura deve ripartire dalla garra della sua leader che potrebbe spiegare a chiunque cosa vuole dire la frase “La capitana non molla mai!”

Orlandi: 7.5. Ad inizio stagione era la prima delle riserve, a fine stagione si è trovata ad essere un punto fermo e imprescindibile, meritandosi il Trofeo Raffaele Forte alla memoria. Un premio che in casa Futura ha il suo peso. Da lei si deve ripartire.

Enneking: 7. I primi mesi della texana meriterebbero un punto in più. Sul finale di stagione, quando la testa (forse) è già altrove, le prestazioni sono state sicuramente buone, ma non da top player qual’è. Non sarà affatto semplice sostituirla, anche perchè andrà a rafforzare una competitor (Talmassons) sulla strada per la A1.

Cecchetto: 7. Peccato che appenda le scarpe al chiodo. Libero di altra categoria che, anche a fine carriera e al netto di una tenuta fisica non più da ventenne, mette in mostra grandi qualità.

Kone: 6.5. Vorremmo darle un dieci di incoraggiamento per la sfortuna che, a distanza di due anni, è tornata ad accanirsi. Il tutto, in una semifinale con Messina che fino a quel maledetto crack stava prendendo la piega giusta. E invece quello che poteva essere, non è stato con la squadra letteralmente evaporatasi dal quel momento. La sua stagione resta comunque positiva.

Zanette: 6. Chiude con la bellezza di 469 punti a referto, ma il suo triennio in Futura termina senza l’attesa promozione (obiettivo per cui era stata ingaggiata) con un rendimento importante, ma troppo altalenante nei momenti clou della stagione.

Monza: 6. Discorso per certi versi analogo a quello di Zanette: da Sofia, le cui qualità sono sotto gli occhi di tutti, ci saremmo aspettati uno step in più. Soprattutto a livello di leadership, per chi – giocoforza – deve comandare il gioco.

Zakoscielna: 5. Una stagione quantomeno difficile, se non insufficiente. Non parte al meglio, viene presto relegata in panchina e da lì si vede poco o niente. E’ il vero rimpianto della stagione: con una straniera al top, la Futura ora starebbe programmando un mercato per conservare la massima serie.

Landucci, Osana, Del Freo, Baratella, Spiriti e Brandi: s.v. Per diversi motivi si vedono poco, pur fornendo, specie in allenamento, il loro contributo, comunque prezioso. Per loro però il giudizio è inevitabilmente un “senza voto”.

Le pagelle dello staff

Beltrami: 6-. Dopo l’arrivo sul finale della passata stagione al posto di Daris Amadio, quest’anno gestisce la squadra sin dal via, pur dovendo fare i conti con un mercato inevitabilmente figlio della finalissima playoff. L’intuizione Orlandi gli permette di ovviare al difficile ambientamento di Zakoscielna, ma quando la squadra – pur non partendo coi favori del pronostico – sembra davvero la più squadra del lotto playoff, non riesce – complice anche gli infortuni – ad incidere, chiudendo malamente con una sconfitta che ci può stare nel risultato, ma non è accettabile nella forma.

Staff tecnico: 6.5. Mauro Tettamanti (da metà stagione alla Fo.col), Nicolò Cozzi, Corrado Galli (mezzo voto in più di stima), Davide Barella, Valerio Povia e Alessandro Parise. Ci mettono tutto quello che hanno per essere utili alla causa: e il loro supporto, anche non se non sempre si vede, si sente eccome.

Staff Medico: 7. Nadia Brogioli, Marco Forte e Christian Bastianello. Recuperi record (vedasi quello di Cecchetto) e gestione ottimale dei tanti acciacchi verificatisi in una stagione per certi versi “stregata”. Da sempre un punto forte della squadra: di nome e di fatto.

Le pagelle della società

Famiglia Forte: 8. Se la passione avesse un nome, sarebbe il loro. Nel loro primo anno senza papà Raffaele, Michele e Franco ce la mettono ancora tutta per coronare il sogno di un’intera Famiglia, ma ad un passo dal traguardo vedono ancora una volta sfumare l’obiettivo. Un obiettivo che, ne siamo certi, è solo rimandato.

Matteo Lucchini: 7. Inizia la campagna acquisti in netto ritardo rispetto alla concorrenza, ma riesce ugualmente a pescare dal nulla il jolly Enneking (da Cipro…), senza però bissare il colpaccio con Zakoscielna. La stima resta immutata come le indiscusse competenze, ma è arrivato il momento di quagliare. E la stagione prossima potrebbe essere, o dovrà essere, davvero quella giusta

Staff societario: 7.5. Dal deus ex machina Giuseppe Toia a chi lavora alacremente dietro le quinte, ovvero Beatrice Francesconi, Samantha Pini, Giorgia Covizzi, Roberto Protasoni, Roberta Calloni, Pierfranco Caprioli, Claudio Marelli, Gennaro Ammendola e Loris Marini.

Le altre pagelle

PalaBorsani: 6. Non è un mistero che ci piacerebbe vedere la Futura giocare a casa propria (ovvero a Busto), anziché essere ospite a Castellanza (per non dire di Legnano…). Due squadre in serie A che giocano nello stesso palazzetto ogni weekend sarebbero un’iniezione di entusiasmo incredibile, ma i tempi – evidentemente – non sono ancora maturi. Anche se Beltrami e Barbolini hanno comunque provato a rompere una “cortina” che, nel 2025, è quantomeno anacronistica. Al netto degli evidenti problemi di parcheggio cui nessuno pone rimedio (se la gestione fosse in mano alla Futura la questione sarebbe già risolta da tempo…), il palazzetto castellanzese resta un impianto di ottimo livello per la A2 ma serve un secondo tabellone sopra la tribuna.

Coccobrilli: 6.5. A tratti trascinano la squadra, ma possono e devono fare di più in termini di numeri e di costanza.

I volontari: 7. Sono tantissimi e imprescindibili. Impossibile citarli tutti, ma meritano un grazie collettivo.

Premio alla memoria: Raffaele Forte e Patrizio Genoni

Gone too soon… Da lassù continuano a lavorare e a tifare. Il loro contributo è eterno e resterà nella memoria di tutti.

Futura: ricomincio da due. Tanti addii, restano Rebora e Orlandi

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