Cirilli a teatro a Gallarate. «Ma voglio uno show tutto mio»

gabriele cirilli gallarate

GALLARATE – «Oggi in qualsiasi telefonino c’è tutta la nostra vita, più le cosiddette app che svelano gusti, abitudini, priorità. Un tempo, per capire davvero “chi siamo”, ci voleva lo psicologo!». Dal backup del cellulare nasce “Mi piace”, show autobiografico di Gabriele Cirilli che andrà in scena sabato 24 novembre alle 21 al Teatro Condominio di Gallarate. Con la regia di Claudio Insegno, e accompagnato da Umberto Noto, Gabriele Cirilli, tra personaggi Disney e idiosincrasie tecnologiche, spazierà tra svariati generi del teatro comico per una prova d’attore completa. Dal titolo, il tema principale trattato: cosa non si fa oggi, per un “mi piace” sui social network? Siamo tutti, o quasi, alla ricerca di quel pollice all’insù.

Lo spettacolo che proporrà si intitola “Mi piace”. Come è nato?
«Lo spettacolo si sviluppa sulle parole “mi piace”, si riferisce al fatto che noi, durante una giornata, le diciamo almeno una ventina di volte. Per esempio da quando ci si alza alla mattina, si fa colazione e si dice “quanto mi piace questo cornetto” o “quanto mi piace questa camicia che mi sono messo”. Chiaramente ci sarà anche un monologo legato a quell’altro tipo di “mi piace”, il like dei social network. Lo spettacolo è un backup che faccio in scena, l’idea è nata quest’estate perché ho perso quasi tutto quello che avevo nel vecchio telefonino. Poi sono riuscito a recuperarlo, ma non sai che odissea. Allora ho detto: perché non portare questo sul palcoscenico? Mi sono comprato un nuovo cellulare e ci ho trasportato tutte le cose vecchie. Lì mi sono accorto che ci teniamo tutta la vita, cioè video, foto, applicazioni, documenti, carte di credito. Tutto. Allora ho deciso di aprire questo backup al pubblico. Lo show nasce da ogni foto, video, applicazione, documento che viene passato in scena e da lì nasce un monologo, una canzone, uno sketch, eccetera. Un one man show con una spalla molto valida, con l’ausilio di un bravo attore, ballerino e cantante che è Umberto Noto. Lo spettacolo è travolgente, lo sto già portando in tutta Italia e sta avendo successo ovunque. Non vedo l’ora di tornare a Gallarate perché ci sono già stato raccogliendo un grande consenso, quindi per me è un onore.

Cosa ne pensa invece del “like” dei social?
«Ti dico sinceramente che i social sono molto utili ed è giusto stare al passo con i tempi, ma vengono usati molto male. Peccato, perché potrebbero essere molto meglio di un pollice per uccidere o elevare una persona».

Nel suo “Mi piace” quanto c’è del “Mi piaci” di Alex Britti che Kruska cantava sempre?
«Mi ci hai fatto pensare adesso, non mi era venuto in mente, bravo. È solo una questione di vocali, lì era proprio un personaggio mio, a cui sono molto legato. Perché poi in scena ci sarà, non può mancare Tatiana, no? E avendo dato una storia a quel personaggio ed essendo anche amico di Alex Britti, l’avevo legato a quella canzone che all’epoca era di moda. Però vedi, anche questo fa riflettere su quante volte ripetiamo le parole “mi piace”, “mi piaci”, eccetera. È una coincidenza, il “mi piace” di questo spettacolo è più allargato».

Ha anche in programma qualche spettacolo in Rai?
«Purtroppo ho dovuto dire di no, a malincuore, a Tale e Quale Show. Con Carlo Conti abbiamo deciso di fare alcune piccole cose come una puntata il 28, che però andrà in onda a dicembre, dello Zecchino d’Oro in prima serata. Poi ne farò una speciale di Domenica In, sono piccole apparizioni per non lasciare completamente il pubblico. Per adesso mi sto dando molto al teatro, tra l’altro insieme a “Mi piace” sta uscendo “La famiglia Addams” quindi quest’inverno avrò in giro due spettacoli in giro e tanto da fare. Impersonerò Gomez, l’anno scorso abbiamo già fatto il pre-debutto al Teatro Nuovo e sono state due settimane di grande successo. Siccome è piaciuto molto lo portiamo in giro per tutta l’Italia e torneremo a Milano, verremo a Varese, faremo un sacco di date importanti. Sarà un impegno molto grande a livello teatrale».

Vuole aggiungere qualcosa su Tale e Quale e Show, dal momento che è stato il principale l’artefice del suo successo?
«Sono stato molto legato a quella trasmissione sia per affetto che a livello professionale. Quest’anno ho però deciso di non farla, perché il pubblico non va tradito e non va preso in giro. Non avevo più niente da dare e penso che sia meglio farsi rimpiangere che compatire o sopportare. Quest’anno è andata così. Il prossimo, se avrò delle idee le porterò al pubblico e spero piacciano».

Ormai ha fatto tantissime cose e interpretato tantissimi ruoli. C’è qualcosa che manca, che vorrebbe fare e non ha ancora fatto?
«Mi manca tutto. Purtroppo non ho ancora fatto niente, nel senso che ho fatto tanto nella mia carriera trentennale, ma non ho ancora avuto un film da protagonista né uno show televisivo tutto mio. Mi mancano tante cose, c’è ancora tanta strada da fare e di questo sono anche contento. Perché nella carriera è bello scoprire ogni anno qualcosa in più».

Prima ha parlato di Gallarate. C’è un ricordo a cui è particolarmente legato? Nell’ultimo Capodanno in cui si è esibito anni fa si è registrato il tutto esaurito.
«È vero, ho fatto due spettacoli a Gallarate per due anni consecutivi e sono stati due successi. Ho anche un legame particolare perché lì vicino, a Samarate, sono nato cabarettisticamente parlando, al Caffè Teatro di Maurizio Castiglioni. Sono molto legato a quel posto, a quelle zone, il pubblico mi ha sempre apprezzato».

Pubblicato da Roxy Martinez su Mercoledì 21 novembre 2018

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