Il post diventa un caso: Cassani travolto dagli insulti chiude la pagina istituzionale

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GALLARATE – Il sindaco Andrea Cassani, uno degli amministratori più social della provincia di Varese, travolto dalla bufera mediatica dopo il post di commento a una notizia di cronaca dove ha confuso la vittima (un cittadino tunisino) con l’aggressore (un sessantenne italiano residente a Gallarate con problemi psichici). Quello che sino a sabato 16 agosto pareva un caso eclatante, ma locale, ha guadagnato gli onori della cronaca nazionale. E adesso quell’invito a rispedire l’aggressore «a calcioni nel sedere sino a casa sua», campeggia sulle home page di tutti i principali quotidiani e compare tra le prime notizie battute da radio e telegiornali.

Quel post sbagliato cancellato in 6 minuti

Cassani si era immediatamente reso conto dell’errore e aveva eliminato il post 6 minuti dopo la sua pubblicazione. Sei minuti di troppo, l’onda aveva già iniziato a montare. Lo stesso primo cittadino, con un secondo post pubblicato sul sua pagina istituzionale Andrea Cassani Sindaco si era difeso non risparmiando una secca staffilata ai giornalisti: «Credo che tutti commettiamo errori; di diversa gravità e con diverse conseguenze.  Ho riconosciuto che ho letto male una notizia e dopo aver scritto un post sbagliato l’ho rimosso in 6 minuti – ha scritto il primo cittadino gallaratese –  E che succede? Apriti cielo, le opposizioni ferragostane, più attente a seguirmi su Facebook che alle loro vacanze, non vedevano l’ora di potermi attaccare… haters di professione idem… ma il clou lo raggiunge la carta stracciata delle notizie false, dei finti scoop a pagamento ci campa che mi condanna per aver scritto un post errato (cancellato dopo 6 minuti, con l’ammissione di aver sbagliato). Cosa penso di questa vicenda? 1) se i detrattori si scagliano su di me per un commento (errato) ad una notizia significa che dal punto amministrativo in 3 anni non avete trovato nulla da contestare con tanta enfasi; 2) chi fa, sbaglia… evidentemente però gli errori delle persone insignificanti non vengono notati; 3) se le notizie vengono viste così rapidamente e da tante persone su Facebook, la carta stracciata di un certo tipo avrà vita breve. Ad maiora».

Insulti inaccettabili e auguri di morte

L’ammissione dell’errore e lo scatto in avanti con attacco politico ai detrattori ha però forse rinfocolato gli animi. Nelle ore la pagina istituzionale di Cassani è stata impestata da inaccettabili insulti e di auguri di morte e dolorose malattie di ogni genere. Insulti e auguri arrivati anche attraverso Messenger. Il sindaco ha quindi chiuso la pagina istituzionale spiegando con un breve post le proprie ragioni: «Ho commesso un errore, ho chiesto scusa a chiunque al mondo si fosse risentito del mio post (pubblicato per 6 minuti). Vanno bene le contestazioni, passino pure gli insulti ma di fronte alle reiterate minacce e agli “auguri” di un certo tipo da parte di taluni individui mi pare opportuno togliere la soddisfazione a certa gente di farlo sulla mia pagina o inviandomi messaggi privati di un certo tipo».

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