GALLARATE – Secondo il Partito democratico, i numeri del bilancio previsionale parlano chiaro. «Da febbraio 2025 vogliono chiudere il Centro diurno disabili». Per questo motivo i consiglieri comunali di opposizione si sono trovati questa mattina, 25 novembre, in via Canova insieme a un educatore e a un genitore per chiedere ufficialmente all’amministrazione comunale non soltanto rassicurazioni sul mantenimento del servizio, ma anche investimenti sulla struttura di Cedrate che da oltre 30 anni ospita persone in difficoltà.
Una seconda casa
Secondo Andrea, educatore, «per gli attuali 13 utenti questa è una seconda casa. Qui stanno bene e andarsene dopo trent’anni sarebbe più difficile da accettare per loro che per noi». Per Franco Migliarino, papà di un ragazzo disabile, «una città da 55mila abitanti non si può permettere di non avere un Cdd adeguato, funzionale e moderno» come ne esistono anche in realtà limitrofe.
La battaglia
Il Pd e gli alleati annunciano una serrata battaglia politica che inizierà lunedì sera in consiglio comunale votando contro alle variazioni di bilancio. «Gallarate non si merita forse un centro disabili?», si chiede il consigliere Carmelo Lauricella. «Gallarate probabilmente si meriterebbe un’amministrazione diversa». Aggiunge Margherita Silvestrini: «Invito gli amministratori a frequentare questa struttura, ne coglierebbero immediatamente il significato e il valore. Certamente ha bisogno di interventi strutturali, ma non nascondiamoci dietro un dito. Stanno indebitando la città per quasi 20 milioni di euro e non trovano le risorse per sistemare il Cdd di Cedrate? Non ci voglio credere. Per questo la nostra voce diventa la voce anche dei tanti disabili che nemmeno con il voto possono scegliere chi sta scegliendo per loro un futuro incerto in alternativa al mantenimento di quella che è a tutti gli effetti la loro seconda casa». Guarda l’intervista:
