GALLARATE – È un appuntamento che si rinnova puntualmente da decenni, ogni anno nel pieno dell’estate. Anche oggi, 19 luglio, tantissimi gallaratesi si sono ritrovati nella storica Contrada del Brodo per partecipare a una delle tradizioni più sentite della città, riproposta grazie all’impegno della Pro Loco e del comitato di cittadini che negli anni ha mantenuto viva questa usanza.
Una celebrazione che affonda le proprie radici in un passato segnato da carestie, epidemie e dalla devozione alla Madonna del Carmelo, cui è dedicato il bassorilievo in bronzo che ha preso il posto dell’antico affresco presente nel rione. Il brodo caldo, un tempo distribuito ai più poveri come forma di sostegno, è tornato protagonista per diventare il simbolo di una comunità unita dalla solidarietà e dalla memoria.
E sono undici
Nonostante il caldo intenso di questa mattina, ancora più afoso rispetto agli anni passati, sono stati distribuiti circa 500 litri di brodo, accompagnati da pezzi di biancostato e carne di pollo. A dare il via alla tradizionale distribuzione sono stati il sindaco Andrea Cassani, il prefetto di Varese Salvatore Pasquariello, il prevosto monsignor Riccardo Festa, gli assessori e la presidente della Pro Loco Concetta Masiello. Dopo la benedizione impartita da monsignor Festa e i saluti delle autorità, sono stati proprio il sindaco e la giunta a ricevere per primi una porzione di brodo dalle mani dei volontari. Cassani, con la tazza celebrativa in mano, ha ricordato la sua personalissima collezione: «Nel mio ufficio ora ce ne sono undici». A seguire, decine di cittadini si sono messi ordinatamente in fila per rispettare un rito che ogni estate richiama residenti e curiosi. Un gesto semplice che, ancora oggi, permette di rivivere idealmente un pezzo della storia cittadina, sfidando persino l’afa con una tazza di brodo fumante.
Il brodo degli operai
La Contrada del Brodo, compresa tra via Bosco, via dei Fiori, via Cadolini e i vicoli del Gambero e della Volpe, rappresentava un tempo la parte più povera e popolare della Gallarate di inizio Novecento. In queste strade veniva distribuito brodo a prezzi contenuti agli operai impiegati nei laboratori artigiani e nelle prime attività produttive sorte lungo il corso d’acqua.
Quella consuetudine, profondamente radicata nella vita del quartiere, venne recuperata nell’estate del 1948, in occasione della prima edizione del Palio di Gallarate. Da allora la distribuzione del brodo è tornata a essere un appuntamento fisso della festa della Madonna del Carmine, preceduta tradizionalmente dalla novena propiziatrice dedicata alla patrona del rione. Un binomio che, anno dopo anno, continua a richiamare numerosi cittadini, trasformando una semplice scodella di brodo in un simbolo di identità, memoria e condivisione.
Brodo sotto il sole: a Gallarate torna il rito della Contrada in attesa della Patronale
