GALLARATE – Il dato politico del voto sul bilancio andato in scena in consiglio comunale ieri sera, 20 dicembre, appare evidente. Lo scontro innescato un mese fa tra il sindaco Andrea Cassani e il commissario di Forza Italia Nicola Mucci si è trasformato in uno scontro aperto tra gli azzurri e tutti gli altri partiti di coalizione. In particolare, ed è la prima volta che accade pubblicamente, sorprende l’aspro confronto tra i berlusconiani e Fratelli d’Italia, a tal punto da arrivare agli insulti.
Insulti al Var
La registrazione della seduta (nel video qui sotto) non chiarisce i dubbi, ma chi era seduto vicino ai banchi del centrodestra sostiene di aver udito una frase del tipo «Questo è scemo» o qualcosa di similare arrivare dai banchi di Forza Italia mentre il capogruppo di Fratelli d’Italia Luca Sorrentino sosteneva che «qualche collega di maggioranza si è fatto un po’ tirare dentro, strumentalizzare dall’opposizione». Il labiale del capogruppo di Forza Italia, Calogero Ceraldi, rivisto al Var lascia ancora spazio alle interpretazioni. Ma chi non sembra avere dubbi è proprio Sorrentino, che poco dopo dice: «Ho grandissima stima di tutti i colleghi anche quando mi danno dello scemo, ma non è questo il problema».
Forza Italia contro tutti
Il vero problema, infatti, è che ieri sera FI ha allargato il fronte delle incomprensioni prendendo di mira tutta la coalizione. Oltre al sindaco, dipinto come un despota, e a Fratelli d’Italia, si è risentita anche la Lista Cassani per il duro attacco di Belinda Simeoni all’assessore ai Servizi Sociali Chiara Allai sul caso del Cdd e anche il Centro popolare Gallarate, toccato nel vivo sul quoziente famigliare tanto caro al consigliere delegato Luigi Galluppi ma ancora fermo al palo. Nonostante ciò, il giorno dopo non sembra quello della resa dei conti, ma si respira un’aria che è l’esatto opposto. Forza Italia ha alzato la voce, ma alla fine il bilancio l’ha votato ed è ciò che conta. Fratelli d’Italia sembra intenzionata a farsi scivolare addosso le incomprensioni emerse sia con il capogruppo sia con il presidente del consiglio comunale Marco Colombo, convinti che alla fine tra gli azzurri prevarrà l’anima più dialogante che oggi in amministrazione appare limitata al solo vicesindaco Rocco Longobardi. «Per noi è finita qui», si dicevano tra di loro i meloniani stamattina. Ma a litigare si è sempre in due e bisogna vedere se dall’altra parte la pensano allo stesso modo.
