Pd e CèV: «L’assessore Allai ha 9 giorni per dare 50mila euro a chi ha bisogno»

Gallarate politiche famigliari avanzo

GALLARATE – Comunque la si voglia leggere, «C’è una grande richiesta nel Settore Sociale e si arriva persino a negare anche l’evidenza della domanda». Ma soprattuto, «è evidente il fallimento totale delle politiche famigliari in questi nove anni di governo del centrodestra». Lo hanno detto i gruppi consigliari di Pd e Città è Vita, riuniti stasera 22 dicembre nell’ultima conferenza stampa dell’anno. 

Nove giorni di tempo 

Al centro della discussione, il capitolo 412 del bilancio comunale, dedicato al sostegno alle famiglie, che ha registrato quest’anno un tesoretto da quasi 50mila euro non spesi (tanto da dirottarne per il 2026 30mila euro per la Fondazione scuole materne). «L’assessore Chiara Allai ha ancora nove giorni di tempo per impegnarli», è la sfida lanciata da Cesare Coppe (CèV). «Faccia un regalo alle persone che ne hanno bisogno, individui una progettualità che la convinca e trovi la forma più idonea per impegnarli». Nel frattempo, aggiunge il capogruppo del Pd Giovanni Pignataro, «invitiamo le associazioni a farsi avanti. Devono sapere che ci sono 50mila euro da spendere, altrimenti il primo di gennaio finiranno nel calderone dell’avanzo di amministrazione». 

 Il mondo al contrario 

Secondo Pignataro, «l’assessore ai Servizi sociali vive in un mondo al contrario. Tutti noi sappiamo che il bisogno per le famiglie è altissimo e si ritrovano costrette a rivolgersi al mondo del volontariato perché dal Comune rispondono che non ci sono soldi». Margherita Silvestrini, che quel ruolo lo ha ricoperto in passato,  sostiene che «se un assessore ai Servizi sociali collabora con il Terzo Settore sa quanto è pressante il bisogno e lo va a intercettare. Perché per vergogna o per la guardia giurata posta davanti allo sportello, spesso chi ha bisogno non chiede. Non ci si può dunque limitare a dire che tutte le domande sono state evase, perché non posso credere che sono soltanto 13 le famiglie che in città hanno bisogno di un aiuto per pagare le bollette. Non è così». 

Il peso del welfare 

Per Coppe governa Gallarate «una amministrazione scollata dalla realtà che non riesce più a intercettare i bisogni della città». Silvestrini ricorda che dalla scuola fino al mondo della disabilità, passando per chi ha in casa un anziano, «Tutti i servizi che aiutano a conciliare casa e lavoro hanno subito aumenti in questi anni di amministrazione Cassani. Sapere che c’è un residuo in un capitolo così delicato si scontra con la realtà. Ed è scioccante sapere che c’è persino consapevolezza degli avanzi». E’ eclatante, secondo i consiglieri del Pd, l’aumento dei buoni pasto e del pre e post scuola varato nell’ultimo bilancio «con la progressività al contrario, ovvero con un aumento di gran lunga maggiore per le fasce più deboli rispetto a chi a un Isee più alto». Infine Davide Ferrari: «Anche la casa, lo dicono i dati di Camera di commercio, è molto più cara a Gallarate rispetto a Busto e a tutti gli altri Comuni del circondario. I prezzi, è vero, li fa il mercato, ma non c’è nessuna iniziativa per venire incontro alle famiglie». 

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