GALLARATE – Tom & Jerry, Fausto Coppi e Gino Bartali, Peppone e don Camillo. E visto il clima “mondiale” delle ultime settimane, finisce nel calderone delle grandi rivalità storiche anche quella fra Argentina e Inghilterra. Fino al duello in salsa gallaratese, singolar tenzone che si è consumato fra il sindaco Andrea Cassani e il consigliere comunale Massimo Gnocchi (Ocg). Da tempo se le suonano (politicamente, eh), si accusano via stampa e si criticano via social. Poi un altro giro, altro tiro, altro regalo. Una sfida infinita che ieri, 14 luglio, ha trovato fioritura nell’ultimo consiglio comunale prima della pausa estiva. Sarà il caldo, saranno le tensioni che ormai cominciano a ribollire in vista delle prossime Amministrative. Ma ogni appiglio era buono per dirsele, con buona pace di Palazzo Broletto che alla fine ha chiesto pietà pur di vedere la fine dei lavori in aula.
Una seduta calda
Una seduta calda, va detto. Non solo per il clima esterno che con difficoltà i condizionatori tengono a bada. Ma anche per i temi trattati: si è parlato della sfiducia – bocciata – nei confronti del presidente del consiglio Marco Colombo e si è discusso dell’assestamento di bilancio, oltre alle tariffe Tari che hanno visto un leggero incremento. Ma, inevitabile, è stata anche l’occasione per discutere dei temi che hanno tenuto banco negli ultimi mesi. Come la questione, ancora viva, della Fondazione Consorzio scuole materne o il progetto del Grow29. Ma anche le varie ed eventuali, tra cui la distribuzione del kit di sacchetti per gli animali da compagnia, i piani per Palazzo Minoletti, gli aggiustamenti che negli anni si sono registrati in merito ad alcune tariffe. E così via. Tutto fa brodo.
Il duello
Un dibattitto che a poco a poco si è ristretto fino al batti e ribatti tra il sindaco e Gnocchi. A fare da motore, l’intransigenza del consigliere di Ocg. Che non ha fatto prigionieri: domande, richieste di chiarimento, commenti, altri commenti e repliche («Meno propaganda, meno nastri da tagliare e più azioni che servono ai cittadini»). Che alla fine si è scontrata con l’insofferenza dell’aula: «Chiedo scusa – ha detto – se pensate ne stia facendo una questione di visibilità o di duello personale. Ma il compito di un consigliere è proprio questo, dire cose durante le sedute». Dritto per la sua strada.
In mezzo a quella strada c’è però Andrea Cassani, che fa il Cassani: niente peli sulla lingua, repliche di petto. In più, si aggiungono spesso i segnali del “prurito” politico: braccia allargate, sbuffate con gli occhi al cielo, toni che si alzano. Al punto che, in un paio di occasioni, se n’è proprio andato durante gli interventi del suo avversario: «L’eroico consigliere che, per mettersi in mostra, cita cose a sproposito, in un mischione. Lei, luminare dell’attività amministrativa, che sa tutto quanto di questo mondo, dagli albori della nascita di Gallarate a oggi». Guarda il video:
Alla fine è stato proprio il consiglio comunale a chiedere un armistizio. Ironico il dem Giovanni Pignataro: «Andate in una stanza voi e parlate». In linea, almeno questa volta, col direttore dei lavori in aula Colombo: «Basta dai, portiamo a casa sta seduta».
Le tensioni
Un clima di tensione. E nella tonnara dei botta e risposta si infila anche un question time, presentato dalla Lega e che parla degli abusi edilizi. Si chiedeva se tra i procedimenti avviati e non avviati, ce ne fossero alcuni «riconducibili a immobili o società di cui risultano proprietari o amministratori soggetti che ricoprono cariche elettive (consigliere comunale) o di giunta (assessore) nel corso di questa legislatura». Inutile girarci intorno: una frecciata scoccata in direzione Gnocchi, che nei giorni scorsi si è affidato ai propri canali social per una replica. Chiarimenti che, in aula, si sono risolti in niente di fatto, in assenza di dettagli più precisi e utili a dare risposte adeguate. Ma il messaggio politico, quello sì che si fa sentire.
Per la cronaca, le tre ore di consiglio comunale hanno poi portato alla votazione del punto – presentato dall’assessore Corrado Canziani – che riguarda la verifica degli equilibri e l’assestamento generale di bilancio 2026-2028. Compatta la maggioranza, contraria l’opposizione. In quel di Palazzo Broletto che ieri sera aveva la forma di un ring.
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