Troppi colonnelli per un generale: prime scintille tra i vannacciani varesini

Roberto Vannacci. In alto i neo futuristi Pivetti e Mancini. Sotto: Nardi, Rogora e Ferrazzi

VARESE – Tesseramento a mille, anzi a 2mila, visto che gli iscritti in provincia di Varese hanno doppiato il migliaio di tessere. Entusiasmo alle stelle, con i vannacciani bustocchi a cena con il probabile candidato sindaco Ettore Guarneri in caso di corsa solitaria e i colleghi varesini che stanno ragionando su una candidatura in rosa (anche qui, sempre nell’ipotesi di corsa elettorale da single). Comitati che si moltiplicano come nemmeno ai tempi della nascitura Forza Italia sotto la spinta dell’impareggiabile Cavaliere Silvio Berlusconi. E pezzi di centrodestra, eletti nei consigli comunali, che smottano sotto l’ala del generalissimo.

Visto così, il cosmo di Futuro Nazionale appare in tutto il suo stupore come un cielo stellato limpido senza le macchie dell’inquinamento luminoso. E invece, nel magmatico mondo, un tempo al contrario, non mancano le ombre e neppure le correnti tipiche di ogni partito anche se, in Futuro Nazionale non sono ancora cristallizzate. Proviamo ad andare con ordine.

Non tutte le cene sono tranquille

I vannacciani della provincia di Varese, nelle ultime settimane, si sono trovati attorno a due deschi serali, geograficamente agli antipodi nel Varesotto. I bustocchi, ieri sera (martedì 14 luglio) da Capri a Busto e gran parte dei varesini qualche giorno fa per sancire il passaggio di referente di un Comitato da Daniele Parisi (eletto nel direttivo nazionale) alla nouvelle vague incarnata da Sara Rasconà.

La prima cena, quella bustocca, ha visto al tavolo tra gli altri, i futuristi da copertina di Busto e Gallarate con Ettore Guarneri e con lo scopo di approfondire l’ipotesi di una sua candidatura, al momento civica e supportata da FN per tenere le mani libere in caso di ingresso nella coalizione di centrodestra.

La seconda cena, quella varesina, raccontano gli uomini del generale, è stata un po’ più agitata con un duro faccia a faccia tra il bustocco Massimo Rogora e il consigliere regionale Luca Ferrazzi. «Nulla di che», si premurano “a medicare” i vannacciani, i quali subito garantiscono che «la questione si è già ricomposta», sorvolando sulle ragioni dello scazzo. Insomma, poche o tante che siano state, sono partite scintille sotto un cielo che fino all’altro giorno dispensava serenità, pace, amore e fantasia.

Dal mondo al contrario al mondo a parte

Fronte Somma Lombardo: un caso da studiare con attenzione. Partiamo dal doppio ingresso in Futuro Nazionale. Ovvero: un consigliere di Fratelli d’Italia – Giorgio Pivetti – e Andrea Mancini, un Udc, da tempo “braccio armato” di Luigi Mancini, segretario di dimensione provinciale-regionale del partito che fu di Casini e ora è di Cesa. Due figure che pongono la Città dei tre leoni all’attenzione del panorama quanto meno regionale. Perché? chiederà qualcuno. Semplice: il consigliere comunale, appena eletto, esce da un partito di governo (Fratelli d’Italia), ma resta in maggioranza. Insomma una fusione a freddo, su piccola scala, tra centrodestra e vannacciani. Alleanza che a livello nazionale stanno tenendo in congelatore, soprattutto in questi giorni di grandi turbolenze governative.

Non solo,  ma i futuristi sommesi hanno detto a chiare lettere che nel centrodestra locale ci sono troppe cose che non funzionano (frizioni personali, poco coinvolgimento, divisioni emerse in campagna elettorale e, a quanto pare, mai superate con la vittoria). Stay tuned.

E ancora.  A Somma Lombardo c’è un secondo Comitato di Futuro Nazionale, guidato dall’ex leghista, ex civico, ex pattista per il Nord ed ex Noi moderati Alberto Barcaro. Una realtà che fa mondo a sé. Non lo sosteniamo noi di Malpensa 24, ma i futuristi che fanno riferimento (e che a questo punto hanno una voce in consiglio comunale) a Pivetti e Mancini. «Di Barcaro non abbiamo né tracce, né notizie. A oggi è un mondo a parte». Segno che l’esercito del generale, sul fronte varesotto, ha un problema con il reparto Trasmissioni.

Lo strano rapporto Vannacci e nuovo Udc

Resta invece tutto da capire che tipo di rapporto politico ci sia tra una parte di vannacciani e la rifondata Unione di Centro. Parlare di collegamento organico in questo momento è davvero azzardato, ma non si può negare che i contatti ci sono e sono frequenti. Lo conferma una foto (qui sotto) scattata nella Città Giardino tra il futurista Piero Galparoli e Ciro Calemme, uomo di punta dell’Udc di Cesa in provincia di Varese, ma anche il passaggio improvviso di un Udc di ferro come Andrea Mancini (referente regionale dei Giovani Udc), folgorato sulla via del generale. Tra i vannacciani c’è chi tiene sotto osservazione i possibili sviluppi, belli o buoni che saranno tra i due partiti.

C’è attesa per la nomina del referente regionale

A oggi il candidato più accreditato ad assumere la guida regionale di Futuro Nazionale è Luca Ferrazzi, consigliere al Pirellone e che negli ultimi trascorsi politici ha dimostrato  di saper navigare nelle perigliose acque della politica su un vascello senza le insegne di partito. Meritandosi così i gradi di uomo esperto, con l’esperienza necessaria per organizzare quello che oggi appare un grande esercito senza ordini gerarchici e con una spiccata propensione verticistica. Non è un caso che proprio Ferrazzi, con Galparoli – questo è un asse politico che si sta consolidando – abbia dato vita, prima di tutti, a una scuola politica con l’obiettivo di formare la classe dirigente.

Ma se Ferrazzi è uomo dal profilo giusto, non significa che sia l’unico papabile a un posto di comando. I rumors, infatti, portano a un altro nome in vista in provincia di Varese, anch’egli con alle spalle la conduzione di un partito (Fratelli d’Italia a Busto) e che risponde al nome di Massimiliano Nardi. «Un bel profilo», si sbilancia un vannacciano. Detto questo, tra i due, potrebbe anche venir ribaltato l’aristotelico principio del terzo escluso e spuntare un nome che al momento non è contemplato.

Il correntone Alemanno

Partiamo dal fatto che Futuro Nazionale in questo momento è un partito che cresce sotto la guida del suo unico vertice: Roberto Vannacci. Ma non si può evitare di notare che, anche in provincia di Varese, sono molti gli ex Fratelli da sempre vicini all’ex ministro ed ex sindaco di Roma Gianni Alemanno (arruolato dal generale fuori da Rebibbia) che hanno abbandonato Giorgia Meloni per ritrovarsi nell’alveo futurista. Persone che hanno attraversato diverse stagioni nell’evoluzione del partito da Alleanza Nazionale a Fratelli d’Italia, senza mai tradire quella Destra Sociale che per loro è un’indiscussa appartenenza, prima che politica, a una comunità. E se così fosse, come si integreranno con i futuristi politicamente di primo pelo e poco avvezzi al coriaceo confronto interno? Sapranno convivere anche dopo le varie nomine, quando per forza di cose le aspettative lasceranno il posto all’amaro in bocca di non avere una medaglia da mostrare sul petto?

vannacci futuro nazionale varese – MALPENSA24
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