GALLARATE – Era la mattina del 31 dicembre 2018. Un gruppo di Sinti sgomberati quattro giorni prima dal campo di via Lazzaretto tentò di entrare in municipio. Gridando “Dormiamo in Comune” forzarono l’ingresso, lanciarono bottiglie e insultarono pesantemente il sindaco Andrea Cassani. Per quattro di loro ora inizia il processo. E il Comune di Gallarate si è costituito parte civile.
Il processo
Nei giorni scorsi è stato firmato il decreto di citazione diretta a giudizio per i quattro imputati, accusati dal pubblico ministero Martina Melita di danneggiamento – con l’aggravante di aver commesso il fatto su un edificio pubblico – e di minacce nei confronti del primo cittadino. Irripetibili sono le frasi che i Sinti gli rivolsero quella mattina sotto Palazzo Borghi, quando aggredirono anche alcuni giornalisti presenti, scaraventando a terra la telecamera dell’inviato della Rai e gli smartphone di alcuni colleghi per evitare che riprendessero la scena.
Costituzione di parte civile
Nella seduta di ieri, 5 luglio, la giunta di Gallarate ha approvato all’unanimità la proposta di costituzione di parte civile nel procedimento penale in tribunale a Busto Arsizio. Comparirà in aula tra le persone offese anche il sindaco in persona.
