Sinti di Gallarate, fallisce anche il ricorso al presidente della Repubblica

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GALLARATE – «E’da dichiararsi infondato». Con queste parole i giudici del Consiglio di Stato di Roma si sono espressi in merito al ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, con istanza sospensiva, promosso dai Sinti di Gallarate contro il Comune per l’annullamento delle ordinanze di demolizione emesse tra aprile e maggio 2018 che portarono qualche mese dopo al primo sgombero. 

Il ricorso al Quirinale 

Si tratta dell’ennesima azione promossa in questi anni dalla comunità nomade di Gallarate, allontanata definitivamente da via Lazzaretto lo scorso 27 marzo. Nel frattempo anche la giustizia fa il suo corso e, finora, ha sempre dato ragione al Comune di Gallarate. Anche in questo caso, dove i Sinti si erano appellati persino a Sergio Mattarella per provare a bloccare l’azione di forza messa in atto dall’ente locale che ritenevano illegittima. 

La decisione

La vicenda è finita al Consiglio di Stato, su richiesta esplicita di un parere da parte del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. I giudici amministrativi di secondo grado si sono espressi già da alcuni mesi, ma la loro decisione è stata resa nota soltanto ora. Il ricorso, si legge, «pure inammissibile sia per la sua genericità secondo i canoni ricevuti in giurisprudenza sia per quanto concerne la richiesta di risarcimento di danno» è comunque «infondato nel merito». E’stato inoltre definito «non accoglibile» in quanto «le doglianze dei ricorrenti non tengono conto che l’ordinanza emessa in data 28 giugno 2007 dal sindaco di Gallarate (allora era in carico Nicola Mucci, ndr) che aveva permesso ad alcuni degli odierni ricorrenti di occupare l’area di via del Lazzaretto 50 dando luogo a un rapporto di “comodato immobiliare”, ha cessato i suoi effetti in data 11 settembre 2009, come del resto rilevato dal Tribunale di Busto Arsizio in numerose sentenze del 2011 con le quali i ricorrenti sono stati condannati, previo riscontro della natura abusiva e senza titolo dell’occupazione, alla restituzione degli immobili al Comune di Gallarate, liberi da persone o cose». Le ordinanze di demolizione e di rimessione in pristino dello stato dei luoghi disposte dal dirigente del Settore Urbanistica del Comune di Gallarate e oggetto del ricorso straordinario «costituiscono quindi un atto dovuto». 

Tornano le ruspe al campo nomadi di Gallarate. Al via lo sgombero bis dei Sinti 

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