di Sarah Zambon
GORLA MINORE – L’emergenza Covid e il conflitto russo-ucraino, con gli strascichi di entrambi che non cessano di ripercuotersi pesantemente sui delicati equilibri degli scenari internazionali, hanno reso difficoltoso anche il lavoro delle amministrazioni locali del nostro territorio.
E, tra gli altri, neanche il Comune di Gorla Minore ha potuto sottrarsi a questa logica, come ci ha spiegato il sindaco Vittorio Landoni, prossimo alla conclusione del suo secondo mandato: «Sono stati 5 anni impegnativi, in cui abbiamo dovuto fare i conti con le difficoltà causate dalla pandemia globale e con il vertiginoso aumento del costo dei materiali e dell’approvvigionamento energetico, conseguente alla guerra. Ciò nonostante, siamo riusciti a fare molto per i nostri cittadini, andando incontro ai bisogni della gente, sfruttando al meglio i finanziamenti nazionali e regionali, ma mettendoci anche del nostro».
Landoni fa sapere che nei prossimi giorni i cittadini riceveranno 3 diversi volantini, «in cui illustreremo tutto quello che è stato fatto in paese nei diversi settori, dall’urbanistica al sociale, dall’economia alla cultura. Il lavoro di riasfaltature delle nostre strade, ad esempio, è arrivato al 40% (al 90 a Prospiano): se non ci fossero state le problematiche conseguenti al conflitto in Ucraina, saremmo arrivati al 100%, ma al momento non ci siamo riusciti. Nei giorni scorsi, inoltre, abbiamo portato a compimento i lavori di ammodernamento della piscina, che sarà un vero e proprio fiore all’occhiello sia per il nostro Comune, che per quello di Gorla Maggiore».
Quali sono stati i principali interventi messi in campo per sostenere la cittadinanza durante il periodo del Covid?
«Oltre alla gestione oculata dei fondi di ristoro previsti dalle normative d’emergenza, abbiamo calmierato le rette scolastiche e degli asili e le quote della mensa della scuola primaria, utilizzando il cosiddetto fondo 0-6 anni. Da segnalare anche la grande partecipazione civica dimostrata dai volontari gorlesi che abbiamo chiamato a raccolta: molti di loro, ad emergenza conclusa, hanno deciso di continuare nel loro impegno a favore del paese, entrando nelle fila della sezione locale della Protezione Civile».
Cosa lascerà “in eredità” a coloro che vinceranno le imminenti elezioni amministrative?
«Prima di tutto, un aumento di 5 milioni di euro del patrimonio comunale, – che abbiamo portato a 30 milioni in totale -, unito ad un avanzo di bilancio di 3 milioni e diversi progetti già avviati, che si concretizzeranno nel breve termine: stanno partendo dei piani di lottizzazione molto interessanti, che potrebbero sfociare nella realizzazione di un nuovo parcheggio nella zona del palazzetto dello Sport. Siamo anche in attesa della consegna delle opere di riqualificazione di una fabbrica dismessa da anni nella frazione di Prospiano».
Quali investimenti avete fatto per risolvere alcune problematiche e migliorare la vivibilità del paese?
«Abbiamo acquistato alcuni edifici come Villa Solbiati, per la quale si sta ora studiando come poterla ampliare e sfruttare a favore della cittadinanza e sono stati presentati, nell’ambito del PNRR, progetti di ristrutturazione per Villa Durini, che necessita di manutenzione soprattutto per quando riguarda il tetto: il piano proposto è stato ammesso, ma non ancora finanziato, perchè siamo un Comune molto virtuoso e, di conseguenza, siamo posizionati in basso nella graduatoria, che stiamo comunque cercando di scalare per arrivare all’obiettivo di ottenere i fondi necessari. Fondamentale anche l’acquisizione del fondo valle: anche in questo caso, il progetto di realizzazione delle vasche volano che risolverebbero il problema del sistema fognario che va in pressione quando piove copiosamente, è stato accettato, ma non ancora finanziato. Allo studio ci sono anche l’ampliamento del cimitero e la realizzazione di una pista ciclopedonale lungo via Manzoni».
Massima attenzione al territorio e ai cittadini, quindi.
«Certo. Tra le altre cose, il Comune ha ricevuto un paio di anni fa, – con grande sorpresa -, un importante lascito dalla signora Ernestina Dragoni, una bella casa che ora è oggetto di un progetto che stiamo realizzando in collaborazione con una cooperativa: diventerà un polo di riferimento per le famiglie gorlesi, con attività di sostegno anche psico-educativo soprattutto per le categorie più fragili e per chi si trova in difficoltà e un centro diurno e d’ascolto».
Tutte progettualità che necessiterebbero di continuità, dal punto di vista politico e amministrativo: aveva pensato all’eventualità di un terzo mandato?
«Se la normativa non fosse uscita a poco più di due mesi dalle elezioni, probabilmente avrei accarezzato l’idea, ma è anche giusto lasciare spazio ad altri. Ho intenzione di rimanere comunque a disposizione del paese che per ben un decennio mi ha dato fiducia, pensando contemporaneamente un po’ di più anche alla mia famiglia e alla mia salute.»
